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Violazione

23 Marzo 2026
Violazione

La parola violazione deriva dal latino “violatio-onis” che significa “atto di violare”. A sua volta proviene dal verbo latino violare, cioè maltrattare, offendere, oltraggiare. Il verbo violare è collegato alla radice latina vis, che significa forza, violenza, energia. In origine quindi l’idea di violazione implicava un atto compiuto con forza contro qualcosa che dovrebbe essere rispettato, come una persona, una legge o uno spazio sacro. Il significato però si lega ad un concetto più ampio ovvero quello di mancato rispetto qualcosa di sacro o che dovrebbe essere protetto. 

Il significato della parola si lega a qualcosa di più profondo rispetto ad  una semplice infrazione o trasgressione. 

Questa parola che spesso oggi viene usata con superficialità e che è in realtà pregna di significato,  nel tempo si è accostata agli eventi più disastrosi della storia dell’umanità. Quando parliamo di eventi del genere facciamo riferimento a quei momenti storici in cui i diritti, la libertà, la dignità umana, sono stati calpestati da qualcuno che ha disumanizzato le persone spogliandole delle loro caratteristiche fondamentali. Tali violazioni hanno portato spesso nel corso della storia a modificare o formulare nuove leggi, ma non solo, hanno segnato a tal punto l’umanità che spesso, anche il modo di pensare o percepire i diritti è cambiato. 

Tra le violazioni peggiori della storia dell’umanità possiamo ricordare e citare la seconda guerra mondiale con il conseguente stermino nazista. 

Questo è non solo un esempio più recente ma anche tra quelli di portata maggiore, lo sterminio organizzato e ponderato di circa sei milioni di persone, in maggioranza ebrei ha segnato per sempre la storia dell’umanità e dalla parola violazione. Le leggi razziali, gli orrori dei campi di concentramento e le ferite fisiche e morali lasciate sui sopravvissuti sono state delle vere e proprie Violazioni della dignità e dei diritti umani. Scriveva Karl Jaspers, filosofo tedesco sfuggito allo sterminio nazista: “il fatto che uno sia ancora in vita, dopo che sono accadute cose sul genere delle atrocità naziste, costituisce per lui una colpa incancellabile, perché, pur di salvare la propria “vita”, ha rinunciato ad una “vita degna”

La violazione dei diritti umani, della dignità umana, ha conferito all’umanità una colpa che è impossibile da espiare o cancellare. 

Dopo Norimberga, il tribunale che ha condannato i maggiori gerarchi nazisti, sembrava che cose del genere non potessero più accadere, l’umanità si era ripromessa che non sarebbero più successe. Per rispondere ad una evento del genere venne anche coniato un nuovo crimine ovvero quello “contro l’umanità”. In realtà il regime dell’Apartheid in Sudafrica che divideva legalmente bianchi e neri,  durato circa cinquant’anni, iniziato nel 1948, e terminato solo nel 1994 grazie alla lotta ispirata anche alla nonviolenza portata avanti da Nelson Mandela, ha dimostrato come imparare dai propri errori è più difficile di quanto sembri.

E ad oggi? Gli ultimi eventi storici in giro per il mondo ci dimostrano come diritti e leggi che per noi risultano fondamentali e inviolabili in realtà non lo sono per tutti. E anzi quelli che per noi sono i diritti base dell’essere umano in altri paesi vengono percepiti come privilegi per cui ancora bisogna lottare. Basti pensare alla situazione in Iran e a tanti altri stati di quell’area geografica, dove un regime maschilista che non permette alle donne di possedere nessun tipo di autonomia o libertà. 

La parola violazione trova quindi spazio ancora negli eventi tragici più recenti. 

Ma non serve andare lontano o pensare ai peggiori atti commessi, le violazioni sotto svariati punti di vista vengono commesse ogni giorno perché forse si è perso quel concetto di sacro che tanto era caro ai greci e ai romani. Ormai è tutto discutibile, tutto relativo e non esiste quasi più niente di percepito veramente come inviolabile. 

In sintesi le più grandi violazioni della storia mettono in luce il significato della parola: quando si viola qualcosa la si calpesta totalmente, quest’ultima, che sia essa la legge, il diritto, la dignità o la privacy, viene spogliata di significato e perde qualsiasi valenza. 

Nonostante la consapevolezza che caratterizza la Violazione, perché si è coscienti del valore che possiedono i principi esposti, per l’umanità risulta complesso evitarla, a tratti impossibile rispettare la sacralità. E allora forse aveva ragione Nietzsche, a dire che “Dio è morto e l’abbiamo ucciso noi” perché non è rimasto quasi più niente di talmente importante da essere sacro o inviolabile. 

Ci si domanda quindi se è veramente questa la deriva dell’umanità o se ci sia ancora una possibilità.  

Il recupero del senso di responsabilità, il richiamo al rispetto e alla presa di coscienza della situazione attuale devono essere la priorità per l’umanità affinché non si realizzi la peggiore delle ipotesi e affinché le varie violazioni che viviamo ogni giorno divento sempre più marginali.

Per la Redazione

Valentina Bellinghieri

The Cranberries – Zombie 

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