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Contro l’estrattivismo, per il futuro dell’Amazzonia

23 Luglio 2025
Contro l’estrattivismo, per il futuro dell’Amazzonia

Se vi capitasse mai di raggiungere la città di Lago Agrio da Quito, vi trovereste a lasciare il paesaggio andino della capitale. Di fianco alla strada compariranno alberi sempre più alti e sempre più fitti; il colore caldo delle montagne lascerà il posto a un verde accecante finché, d’improvviso, non avrete più dubbi: siete in Amazzonia. 

Noi quattro – Antonio, Giulia, Giulio e Sophia – siamo arrivati a destinazione una notte di aprile. Il progetto che ci coinvolge si chiama Contrasto all’estrattivismo nell’Amazzonia ecuadoriana. Lo sfruttamento delle risorse naturali – soggiogato alla logica del profitto – ha ferito e ferisce il “polmone del mondo”: i responsabili sono le pratiche agroecologiche insostenibili, l’industria mineraria, le attività petrolifere. 

La UDAPT (l’unione delle persone colpite dall’attività di estrazione petrolifera della Texaco) si occupa proprio di quest’ultimo problema e da trent’anni è impegnata nella lotta per proteggere le province di Sucumbios e Orellana dai danni portati dal petrolio. 

Oggi, l’attività di estrazione è nelle mani della compagnia statale, la Petroecuador; e ancora i fiumi amazzonici, i campi coltivati e i suoli della foresta vengono contaminati ogni settimana da sversamenti di petrolio. 

Fra le tante conseguenze, i problemi di salute nella popolazione che vive qui e che nei fiumi lava i vestiti, la verdura, i figli. E, nonostante l’alto tasso di malati oncologici della zona – forse dovuto proprio all’elevata quantità di idrocarburi e sostanze tossiche – le province di Sucumbios e Orellana non dispongono delle strutture e delle cure adeguate. I pazienti malati di cancro, quindi, si trovano a viaggiare per ore, fino a Quito o Guayaquil, per sottoporsi ai trattamenti. Poi devono tornare indietro, verso casa, spossati dal viaggio e dalle spese sostenute. 

Giulia fa parte del gruppo salute e in quanto psicologa contribuisce a fornire un sostegno ai pazienti oncologici. Del gruppo di salute fanno parte dottoresse, infermiere e terapeute specializzate nelle cure palliative, che ogni giorno si recano nelle case dei più di 600 pazienti tra le province di Sucumbios e Orellana per offrire terapie alternative di biomagnetismo, riflessologia e fitoterapia. Oltre alla somministrazione di farmaci e di terapie, il lavoro di questo gruppo consiste nel creare un registro biprovinciale per inserire i pazienti affetti da cancro che non sono considerati nel registro nazionale oncologico.

Naturalmente, è di estrema importanza documentare tutto questo, e dunque la UDAPT impiega molti volontari, come Sophia, nel gruppo di comunicazione. Il lavoro consiste nell’essere sempre pronti per accompagnare gli altri membri di UDAPT e raccogliere evidenze di ciò che sta succedendo; per esempio, si tratta di andare a filmare gli sversamenti di petrolio, intervistare i membri delle comunità colpite, filmare i fiumi inquinati dal crudo, seguire le tracce della contaminazione e provare a capire fin dove arrivano. Molte energie sono investite anche in prodotti di comunicazione come i documentari, che possono essere proiettati nelle comunità e condivisi sui social media. Il fine è quello di divulgare ciò che succede a Sucumbios, ma anche di coinvolgere nuove persone nella causa e infiammare il cuore di nuovi attivisti. 

L’inquinamento e i danni ambientali non sono l’unica conseguenza della marginalizzazione di un intero territorio, concepito soltanto come base naturale di estrazione di risorse. 

Lo scarso sviluppo sociale ed economico, le difficoltà di piccole realtà di fronte ai monopoli e ai grandi proprietari di terre e di risorse, l’isolamento delle popolazioni indigene. 

Il FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio) lavora su questo da più di mezzo secolo ed è attivo in questa provincia da trentacinque anni. Contribuisce allo sviluppo locale non solo rafforzando le capacità produttive e organizzative delle comunità, ma anche offrendo un’alternativa concreta alle attività estrattive, promuovendo l’agricoltura sostenibile e il lavoro dignitoso nei territori rurali, lontano dalla dipendenza economica dalle compagnie petrolifere.
Le attività sono diverse. C’è il tempo dedicato al lavoro da ufficio per la preparazione di documenti, la raccolta di informazioni e di materiale, l’elaborazione dei progetti, ma l’attività “di campo” sul territorio non manca, con l’aiuto diretto ai piccoli produttori, l’accompagnamento delle comunità indigene nel difficile percorso di conservazione della propria cultura e identità e rafforzamento della loro capacità economica e di auto-organizzazione. Giulio si concentra maggiormente sull’accompagnamento ai produttori di cacao e caffé, mentre Antonio si dedica all’elaborazione amministrativa dei progetti e all’accompagnamento nella formazione. In pochi mesi abbiamo già conosciuto realtà diverse, varie nazionalità indigene e molti paesini intorno a Lago Agrio. Il nostro lavoro è gratificante perché la sua utilità sociale è evidente nel lavoro quotidiano e ci ha regalato un’idea di questo luogo, della sua composizione sociale e delle difficoltà che attraversa. 

Per la redazione

Sophia Grew, Antonio Tamburini, Giulio Mornati, Giulia Fantini

Operatrici e Operatori dei CCP per CESC Project e Gondwana

31 años del caso Aguinda vs Chevron – La Lucha Continua – 31 anni del caso Aguinda contro Chevron – La lotta continua  – UNDAPT Oficial

Grupo Social FEPP 50 años sirviendo al Ecuador – Gruppo Sociale FEEP 50 anni servendo l’Ecuador – GS FEEP

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