Dal diritto alla realtà: percorsi di inclusione delle persone con disabilità a Mbeya, Tanzania
Secondo le stime più recenti, oggi oltre il 16% della popolazione mondiale vive una condizione di disabilità (UNICEF, 2025). Negli ultimi anni, la consapevolezza riguardo alle barriere affrontate dalle persone con disabilità è cresciuta significativamente, grazie anche a un maggiore accesso ai dati, alla diffusione di linee guida tecniche per l’inclusione e ai cambiamenti politici e legislativi introdotti in molti Paesi (ibidem). Tuttavia, il divario tra teoria e pratica rimane ancora ampio.
La Tanzania non fa eccezione. Sebbene nel 2010 abbia adottato il Disability Act, che mira a promuovere il benessere fisico, sociale ed economico delle persone con disabilità e delle loro famiglie (Parliament of the United Republic of Tanzania, 2010), a più di quindici anni dalla sua entrata in vigore, le barriere che ostacolano la piena inclusione sociale restano diffuse.
Noi operatrici dei Corpi Civili di Pace ci troviamo a Mbeya, nel sud-ovest del Paese, impegnate nel progetto “Rispettiamo i diritti delle persone con disabilità 2”, promosso da Cesc Project e Gondwana.
In collaborazione con il partner locale SHADO, lavoriamo per promuovere i diritti delle persone con disabilità, Il progetto si concentra su due ambiti principali: la riabilitazione e l’inclusione lavorativa.
Per quanto riguarda la riabilitazione, il progetto sostiene i servizi offerti in tre strutture del distretto di Kyela, due ospedali e un centro di salute, tramite attività di capacity building per il personale medico, in particolare sulla riabilitazione pediatrica, e la fornitura di ausili.
La carenza di operatori specializzati nel rilevare precocemente le disabilità e nel fornire percorsi riabilitativi personalizzati rappresenta una criticità a livello nazionale. Come evidenziato nella Tabella 1, i servizi di riabilitazione in Tanzania sono concentrati nei grandi ospedali regionali e nazionali (Maluka & Chitama, 2017), rendendo difficile l’accesso per chi vive in zone rurali. A questo si aggiunge il fatto che, per i bambini sopra i cinque anni, le cure non sono quasi mai gratuite.
Tabella 1. Struttura del sistema sanitario e distribuzione dei servizi di riabilitazione in Tanzania.
Il nostro contributo si articola nel monitoraggio e valutazione dei servizi offerti, nella pianificazione di formazioni per il personale e nel supporto gestionale delle attività dei centri di riabilitazione.
Parallelamente, promuoviamo iniziative di sensibilizzazione sui temi legati alla disabilità, sia per contrastare lo stigma sociale sia per informare le famiglie e la comunità sui servizi di riabilitazione disponibili nel distretto di Kyela.
Nel mese di giugno, è stata organizzata una trasmissione radiofonica nella città di Kyela. Lo staff di SHADO ha parlato di disabilità e dei servizi riabilitativi offerti dal progetto. Inoltre, è stato dedicato uno spazio per leggere alcune domande inviate dagli ascoltatori. Durante la trasmissione, sono state raccolte e approfondite dodici domande inviate dagli ascoltatori.
In un’ora di trasmissione, sono state raggiunte 2.311.500 persone. L’obiettivo ultimo di queste attività è rafforzare i collegamenti tra le persone con disabilità, e i loro familiari, e le unità di riabilitazione, favorendo l’accesso ai servizi.
Sul fronte dell’inclusione lavorativa, il progetto supporta un Vocational Training Center (VTC) per giovani con disabilità e accompagna sei ragazzi e ragazze in percorsi di tirocinio, con l’obiettivo di favorire la loro indipendenza economica.
Al VTC affianchiamo l’organizzazione delle attività, con particolare attenzione ai corsi di alfabetizzazione, inglese e informatica, anche per renderli quanto più inclusivi possibile.
Per quanto concerne i programmi di tirocinio, collaboriamo con lo staff nell’ideazione e nello sviluppo di strategie personalizzate per l’inserimento lavorativo dei destinatari, prevedendo anche la fornitura di starter kit, utili all’avvio di piccole attività economiche autonome.
In questi mesi abbiamo imparato a conoscere il progetto e la comunità che ci accoglie, osservando con attenzione bisogni e potenzialità. Allo stesso tempo, abbiamo iniziato a proporre idee e suggerimenti per contribuire al rafforzamento sostenibile dei servizi offerti da SHADO, con l’auspicio che sempre più persone con disabilità possano vedere riconosciuti e rispettati i propri diritti. Nei prossimi mesi, continueremo a lavorare al fianco del team locale, mettendo a disposizione le nostre competenze e il nostro impegno.
Per la Redazione di Giovanna Quaranta – Zaira Scanarotti
Operatrici dei Corpi Civili di Pace.
My Darling (Mpenzi Wangu)
Bibliografia:
Maluka, S., & Chitama, D. (2017). Primary health care systems (PRIMASYS): Comprehensive case study from the United Republic of Tanzania (WHO/HIS/HSR/17.39). World Health Organization. Geneva.
Parliament of the United Republic of Tanzania. (2010) Persons with Disabilities Act, 2010 (Act No. 9 of 2010). Dodoma. http://parliament.go.tz/polis/uploads/bills/acts/1452071737-ActNo-9-2010.pdf
UNICEF. (2025). Global Disability Inclusion Report. Accellerating Disability Inclusion in a Changing and Diverse World. Conference edition. https://www.globaldisabilitysummit.org/resource/global-disability-inclusion-report/
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