TorBella, connessioni per la pace
Quando si parla del quartiere di Tor Bella Monaca di Roma, è facile cadere nei soliti stereotipi o immaginarla come una zona marginale, da cui tenersi a distanza. Eppure, è proprio in contesti come questo che le persone possono fare la differenza, e dove investire nella cultura diventa un atto di trasformazione concreta. In questo scenario, la libreria indipendente Booklet Le Torri, guidata da Alessandra Laterza, rappresenta un esempio virtuoso: uno spazio culturale attivo che, attraverso incontri e iniziative, mette al centro il dialogo e la riflessione sul tema della pace.
Da settembre a novembre la libreria sta, infatti, promuovendo una ricca rassegna di appuntamenti culturali intitolato “TorBella connessioni per la pace”, che ha come promotore e coordinatore, l’ente Obiettivo Psico Sociale ETS.
Ho avuto il piacere di partecipare a tre di questi appuntamenti e sono qui per raccontarveli:
“Pensiamo in verde” di Annalisa Corrado
Il primo incontro nella libreria è stato dedicato al libro “Pensiamo in verde” di Annalisa Corrado. Ingegnere ambientale e attivista, Corrado ha raccontato come l’attenzione verso la Terra possa diventare un gesto di gentilezza quotidiana e di responsabilità collettiva. Con un linguaggio diretto e appassionato, ha invitato soprattutto i più giovani a non sottovalutare l’impatto delle proprie scelte, mostrando come sostenibilità e pace siano due facce della stessa medaglia. L’incontro è stato emozionante anche perché Annalisa Corrado si è collegata direttamente dal bordo della Global Sumud Flotilla per parlare con noi del suo libro.
Lo sport in tempo di pace e guerra
Dopo aver riflettuto sull’ambiente come gesto di pace, il secondo appuntamento ha mostrato un altro ambito in cui si può costruire dialogo e unione: lo sport. Attraverso le voci di Roberto Di Sante, giornalista e maratoneta, Giampaolo Mattei, presidente dell’Athletica Vaticana, e Valerio Piccioni, giornalista sportivo, si è riflettuto sul potere dello sport di creare legami, promuovere il dialogo e contribuire alla riconciliazione, anche in contesti segnati da difficoltà o divisioni. Durante l’incontro sono stati raccontati anche esempi concreti di persone che, dopo aver vissuto esperienze di violenza, marginalità o sofferenza, sono riuscite a ritrovare dignità e speranza proprio grazie allo sport, che ha rappresentato per loro una nuova possibilità di vita e rinascita.
“Facciamo la pace?!” e la Comunità di Sant’Egidio
L’8 ottobre si è svolto invece l’incontro dedicato alla Comunità di Sant’Egidio, che da anni opera nel quartiere con progetti di solidarietà e inclusione. Il libro “Facciamo pace?!” presenta i lavori realizzati tra il 2022 e il 2024 da bambine e bambini che partecipano alle Scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio, presenti in numerosi paesi a livello globale. Queste scuole rappresentano spazi di accompagnamento scolastico, incontro e formazione ai valori della pace e della solidarietà, spesso in contesti difficili, segnati da violenze, tensioni sociali o situazioni di conflitto. Attraverso le voci di Alessia Pesaresi (psicoterapeuta e volontaria della comunità) e delle ragazze volontarie del progetto, è emerso un messaggio potente: la pace non è un’utopia, ma una pratica che si costruisce nel quotidiano, a partire dai più piccoli e dai luoghi più fragili.
Partecipare a “Torbella connessioni per la pace” è stato un modo per riscoprire il valore della cultura come collante sociale e strumento di trasformazione. In un periodo storico segnato da conflitti, tensioni e incertezze globali, parlare di pace è un atto necessario e urgente. Organizzare eventi dedicati a questo tema significa coltivare consapevolezza. Sono quelle piccole cose che, dopo aver passato giornate a leggere notizie sulle violenze e guerre ingiustificate che stanno avvenendo nel mondo, riescono a creare in ognuno di noi quella piccola luce di speranza per dei giorni migliori, più giusti e più umani.
Per la redazione
Giulia Savegnago
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