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Giornata della Scienza per la Pace e lo Sviluppo

17 Novembre 2025
Giornata della Scienza per la Pace e lo Sviluppo

Il 10 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata della Scienza per la Pace e lo Sviluppo, istituita dall’UNESCO nel 2001 per ricordare quanto la conoscenza scientifica sia fondamentale non solo per il progresso tecnico, ma anche per la costruzione di società pacifiche, inclusive e sostenibili. La ricorrenza affonda le sue radici nella Conferenza Mondiale sulla Scienza, tenutasi a Budapest nel 1999, che aveva messo in luce la necessità di un dialogo costante tra comunità scientifica e società civile. Da allora, ogni anno questa giornata rappresenta un’occasione per riflettere su come la scienza possa essere al servizio dell’umanità e non un privilegio per pochi.

In un tempo segnato da crisi ambientali, conflitti e disuguaglianze, parlare di “scienza per la pace” può sembrare un paradosso, eppure è proprio qui che risiede il suo significato più profondo. La scienza, se guidata da principi etici e da una visione collettiva del bene comune, può diventare uno strumento di cooperazione e di solidarietà internazionale. Le grandi sfide globali, dal cambiamento climatico alla gestione delle risorse, dalla salute pubblica all’innovazione sostenibile, non possono essere affrontate in modo isolato. È necessario un impegno condiviso, in cui la conoscenza scientifica venga messa al servizio delle persone, delle comunità e del pianeta.

Il tema scelto per il 2025 “Trust, Transformation and Tomorrow: The Science We Need for 2050”, invita proprio a riflettere su tre parole chiave: fiducia, trasformazione e futuro. 

Fiducia, perché negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente diffidenza nei confronti della scienza, alimentata da disinformazione e polarizzazione sociale. Ricostruire questo legame significa comunicare con trasparenza, rendere accessibili i risultati della ricerca e coinvolgere i cittadini nei processi decisionali. 

Trasformazione, perché la scienza non è un sapere statico, ma una forza capace di cambiare i nostri modelli di vita, di produzione e di relazione. 

E futuro, perché il sapere scientifico è, per sua natura, un investimento a lungo termine: ciò che studiamo e comprendiamo oggi determinerà le possibilità del mondo di domani.

In Italia, dove la cultura scientifica fatica ancora a trovare spazio nel dibattito pubblico, il 10 novembre potrebbe diventare un momento di confronto e di partecipazione. Raccontare la scienza in modo umano, vicino ai bisogni delle persone, significa anche costruire ponti tra mondi che spesso si percepiscono come distanti. 

La scienza per la pace e lo sviluppo, in fondo, non è un concetto astratto: è la possibilità concreta di immaginare un futuro comune fondato sulla conoscenza, sulla collaborazione e sulla speranza.

                                                                                                             Per la redazione

                                                                                                             Giulia Savegnago

Il Corso di Laurea in Scienze per la Pace

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