SERVIZIO – dalla Francia: una forma di economia circolare, a servizio delle persone meno abbienti

24 Novembre 2020
SERVIZIO – dalla Francia: una forma di economia circolare, a servizio delle persone meno abbienti

Non è facile parlare di servizio e di servizi resi o ricevuti senza scadere nella banalità. Si sente spesso abusare della parola servizio da parte di personaggi pubblici che perdono volentieri l’opportunità di tacere. Ed ecco che sono tutti a servizio dei cittadini, del popolo, della Nazione senza sapere la reale accezione che la parola sottintende. Ed ecco che ci si rifiuta di prestare servizio allo Stato anche in momenti di estrema emergenza accampando le più becere e grottesche scuse (“Mia moglie non vuole andare a vivere a Catanzaro e non voglio aprire una crisi famigliare”).

Ma, abbandonando il grottesco e il nostrano, una vera esperienza di servizio ai cittadini ci giunge d’Oltralpe. Infatti, come potrete leggere nella disamina fatta nella rubrica Parole (link all’articolo di Francesco), servire significa venire incontro all’altro. In Francia hanno trovato un modo efficace e sostenibile per venire incontro all’altro solidalmente: parliamo de l’Agence du Don en Nature (Adn).

Questo ente raccoglie prodotti nuovi non alimentari invenduti delle imprese e li ridistribuisce ai più bisognosi grazie a una rete di più di 750 associazioni locali in Francia. Queste associazioni caritative, attori locali nella lotta contro l’esclusione, assicurano a nome e per conto dell’Agence du Don en Nature la ridistribuzione dei prodotti alle persone più svantaggiate.

Ogni anno l’Adn contribuisce ad aiutare 850.000 persone bisognose e ridistribuisce ogni settimana più di 600.000 euro di prodotti nuovi, necessari a vivere dignitosamente. «Lavarsi, avere dei vestiti puliti, degli utensili per preparare da mangiare, o delle penne nuove per andare a scuola, è vivere dignitosamente», si legge sul sito di L’Adn. Che prosegue: «Tutto ciò riguarda circa 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà in Francia, ai margini delle norme della società, private di un insieme di beni di prima necessità, essenziali all’inserimento, alla dignità. Al di là dell’alimentazione e dell’alloggio, infatti bisogna assicurare l’igiene personale, facilitare la vita quotidiana delle famiglie e la frequentazione scolastica».

Pertanto, l’obiettivo dell’organizzazione è permettere a queste persone di sentirsi nuovamente inserite nella società dando loro accesso alla più grande diversità di prodotti nuovi e di qualità. In tal modo, ne godono le persone più bisognose e l’ecosistema stesso, visto che si evitano sprechi molto considerevoli.

Insomma, un’azione e un doppio servizio. L’Agence du Don en Nature ha costruito un ponte, che mancava, tra le imprese e le associazioni che si occupano di persone in difficoltà.

Infatti «in Francia ogni anno le imprese sono costrette a distruggere 600 milioni di euro di prodotti nuovi, in tutti i settori, dall’igiene personale, al tessile, ai piccoli elettrodomestici….», si legge sul sito dell’organizzazione. Questi prodotti usciti dai circuiti commerciali sono spesso distrutti alla fine della filiera. Tuttavia questi prodotti nuovi e di qualità potrebbero beneficiare i circa 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà in Francia: 3 milioni di bambini, 600.000 mamme sole, 3 milioni di lavoratori precari…

«L’Agence du Don en Nature permette di ridare una seconda vita agli invenduti per ridistribuirli ai più bisognosi. E’ l’economia circolare a servizio delle persone più disagiate», si legge ancora sul loro sito.

Quest’esperienza di servizio alla comunità ci dimostra come, in fondo, per migliorare le condizioni di vita umane non ci sia bisogno di sforzi tesi alla produzione di ulteriori ricchezze, bensì che la tensione necessaria sia quella verso la redistribuzione.

Di seguito la testimonianza di Miriam della redazione di Appunti di Pace:

di Gianmarco Primo
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