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Le origini della parola Yoga: un ponte tra tradizioni antiche e pratiche moderne

24 Giugno 2025
Le origini della parola Yoga: un ponte tra tradizioni antiche e pratiche moderne

Yoga, una parola che evoca immagini di meditazione, di posizioni complesse con il corpo, di benessere psicofisico. Si tratta di un termine ormai universale utilizzato da diverse culture del mondo e rappresenta una disciplina spesso praticata con approcci diversi. Molti considerano lo yoga uno sport, altri vedono in questa pratica qualcosa di molto di più di una semplice attività fisica, considerandola una disciplina filosofica e spirituale che mira all’unione del corpo, della mente e dello spirito.

L’etimologia della parola Yoga ha origine nella lingua sanscrita, una delle lingue più antiche della famiglia delle lingue indoeuropee parlata in India, e deriva dalla radice verbale “yuj” युज् che racchiude in sé diversi significati. 

In primo luogo, il termine indica le pratiche ascetiche e meditative collegate alle religioni originarie dell’India. L’interpretazione più comune lega la radice “yuj” ai verbi italiani unire, congiungere, legare insieme. Lo Yoga, inteso in questa accezione, diventa così l’atto di unire o congiungere il corpo con la mente, l’individuo con il divino, o persino i sensi con la mente per raggiungere la concentrazione.

La radice verbale che compone la parola Yoga viene connessa spesso anche al significato di addestramento, porre sotto disciplina, implicando in questo modo un processo di auto-disciplina e ammaestramento per raggiungere un obiettivo superiore. Nei testi viene rinvenuto spesso anche l’insieme delle parole yoga-darśana (dottrina dello yoga) soprattutto in ambito buddhista e giainista, indicando uno dei sistemi ortodossi della filosofia religiosa indù.

Il termine fa la sua comparsa in alcuni testi sacri vedici (datati tra il 1500 e il 500 a.C.), una raccolta di testi sacri in sanscrito, e faceva riferimento al giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro, e quindi anche alla preparazione dei cavalli e dei carri da guerra, ma anche alle pratiche che connettono l’uomo con il divino attraverso delle funzioni rituali. Il concetto di Yoga inizia ad assumere una forma più strutturata solo con le Upanishad (dall’800 a.C. in poi), l’insieme di testi religiosi e filosofici indiani, e con i Yoga Sutra del filosofo indiano Patanjali (tra il 200 a.C. e il 400 d.C.), un testo mistico-filosofico indiano, iniziando a orientare il significato verso la disciplina mentale e fisica che ha come obiettivo la liberazione spirituale. Patanjali definiva lo yoga come la “cessazione delle modificazioni della mente”. Il termine iniziava ad essere inteso quindi come l’insieme delle tecniche meditative che avevano l’obiettivo di “governare” i sensi da parte della coscienza.

Nel mondo moderno, ci si è un po’ allontanati dall’accezione dello yoga tradizionale e si tende ad associare la parola alle ginnastiche che collegano il corpo alle tecniche della respirazione e alla meditazione. 

Oggi con il termine Yoga si abbracciano una serie di scuole, stili e interpretazioni diverse: dall’Hatha Yoga all’Ashtanga Yoga, dallo Yoga Nidra al Power yoga ecc. Tutte queste discipline includono le pratiche fisiche, asana, l’arte della meditazione, il respiro consapevole (pranayama) e le filosofie di vita. 

Nonostante gli influssi moderni, lo Yoga rimane un insegnamento fortemente legato alle sue origini ancestrali e all’idea di unione e disciplina.

Per la Redazione

Elisabetta Di Cicco

Storia dello Yoga – Stefano Severi

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