Skip to main content

Natura, la definizione di una parola dal Medioevo ai tempi moderni

23 Luglio 2025
Natura, la definizione di una parola dal Medioevo ai tempi moderni

Il termine Natura deriva dal latino natūra che ha origine dal participio passato del verbo nasci, ossia nascere. Nella lingua greca si rintraccia una connessione speculare nella parola φύσις («natura») che indica l’intero Universo come l’insieme delle cose che nascono e divengono. Il percorso compiuto dalla parola Natura nei secoli è lungo e quasi sempre collegato al pensiero maturato intorno al concetto di Uomo da un’epoca all’altra. 

Per Leopardi la Natura è una “nemica” che punge, percuote, lacera e offende gli uomini; Wordsworth la vede invece come una forza vitale e spirituale che permea l’uomo e il mondo; nel Cantico delle Creature San Francesco esprime un amore fraterno per ogni elemento del creato, riconoscendo in essi la presenza del Divino; per Eraclito rappresenta invece un elemento in costante divenire, un flusso ininterrotto governato da un Logos invisibile. 

Nel Medioevo cristiano la parola veniva associata alla creazione divina, la Natura diventava quindi un libro scritto da Dio e l’uomo poteva comprendere la grandezza e il valore del creato grazie ad essa. Gli uomini dell’epoca tendevano infatti a interpretare tutti i fenomeni naturali come segni che provenivano dal divino, e quindi non riconducevano nessun fatto ad una spiegazione scientifica. Le epidemie e le carestie erano la conseguenza della rabbia di Dio e, allo stesso modo, la natura era anche una nutrice generosa e spontanea che lo alimentava, lo aveva creato tramite il divino. L’uomo si sottometteva completamente al volere della natura, proprio perché pensava che ogni evento naturale fosse sovraordinato dal mondo divino. Durante il Rinascimento, artisti e scienziati come Leonardo da Vinci e Copernico iniziavano a supporre che la Natura andasse analizzata e studiata in tutta la sua complessità. Con la rivoluzione scientifica e il razionalismo del Seicento, la natura inizierà ad avere poi una nuova concezione grazie allo studio matematico del movimento e della forza gravitazionale, alle leggi meccaniche, e al nuovo concetto di materia. Galilei dirà infatti che la natura è un libro che “ci sta aperto innanzi agli occhi […] scritto in lingua matematica”. È l’epoca in cui inizia ad avvenire un certo disincantamento e oggettivazione della Natura, rispetto a prima, i fenomeni naturali non sono più visti come un segno del divino. Per Cartesio è una macchina perfetta e misurabile (res extensa), separata dalla mente umana (res cogitans). Ma è col Romanticismo che la natura veniva espressa in tutta la sua potenza e violenza. Da essa nasce il sentimento del sublime, la natura diventa fonte di sofferenza e quindi di ispirazione. Durante questo periodo a primeggiare è una concezione anti meccanicista della natura che intende spiegare che la scienza non basta per analizzarlo, è necessaria invece una concezione energetica-organicistica perché la natura ha un’anima pervasa da un principio vitale ed è una forza dinamica.

Nel XX e nel XXI secolo la relazione dell’uomo con la Natura, oltre a diventare più complessa, è diventata oggetto di riflessioni sempre più urgenti. Da un lato la scienza moderna, l’ecologia e la biologia hanno rivelato la complessità di questa materia, dall’altro lato, l’impatto dell’attività umana sul clima, sulla biodiversità e sugli ecosistemi hanno evidenziato come la natura non sia una risorsa inesauribile, ma un sistema sotto pressione che va attenzionato attraverso azioni concrete. 

Oggi il concetto di Natura è correlato a quello di ambiente, di ecosistema e di crisi ecologica. La sfida dell’uomo è quella di capire come rapportarsi con la natura dopo averla modificata profondamente dal suo interno. La relazione tra uomo e natura soffre oggi una profonda ambivalenza, da un lato siamo terrorizzati dalle conseguenze climatiche che potrebbero danneggiare il pianeta e le nostre vite, dall’altro lato, grazie alle attività di sensibilizzazione promosse da molti paesi, è possibile preservarla e avviare un tentativo di cura. La certezza è che se l’uomo del medioevo subiva passivamente la sua forza impetuosa, l’uomo moderno può essere parte attiva del cambiamento. Grazie ai nuovi strumenti, alla letteratura scientifica sempre più aggiornata, ai movimenti ambientali, l’uomo potrà superare l’eco-ansia dilagata soprattutto tra le nuove generazioni per ricreare, con la natura, un rapporto positivo che molti uomini delle epoche passate non sono riuscite ad avere. 

Per la Redazione 

Elisabetta Di Cicco 

The Zen Circus – Canzone contro la natura

Rubriche
Appunti di vista
Lascia un commento

Rispondi

Rimani aggiornato con i nostri eventi
Iscriviti alla Newsletter di Appunti di Pace