GIORNATA INTERNAZIONALE DEI POPOLI INDIGENI

«I popoli indigeni non sono ombre della civiltà occidentale o tentativi non riusciti di emularla.»
Stephen Corry, Direttore di Survival
Il 9 agosto è la Giornata Internazionale dei popoli indigeni, instaurata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 23 dicembre del 1994 per richiamare attenzione sui problemi che affliggono i popoli indigeni e promuovere il rispetto dei loro diritti umani. In precedenza, era stato creato un gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle stesse tematiche, la cui prima riunione si tenne a Ginevra il 9 agosto del 1982. È proprio per celebrare quest’anniversario che è stata scelta la data di questa Giornata Internazionale.
Nel 2006, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni, che, in seguito, è stata approvata anche dall’Assemblea generale.
È necessario parlare di diritti specifici dei popoli indigeni e non solo di diritti umani perché questi popoli, in minoranza rispetto alla società dominante del loro Paese, spesso non sono riconosciuti. Basta pensare che essi rappresentano solo il 5% della popolazione mondiale, ma il 15% tra le persone più povere.
Un altro dato che mostra quando i loro diritti siano stati storicamente tralasciati è dato dal tempo che è servito affinché avessero la cittadinanza nel loro Paese: per esempio solo i nativi americani sono stati riconosciuti come cittadini USA solo nel 1924, mentre in Australia hanno dovuto aspettare il 1967… È chiaro, quindi, perché nella Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni si parli di diritto alla nazionalità e all’identità.
Nella Dichiarazione si parla anche dei diritti territoriali dei popoli indigeni, ovvero della libertà di controllare e governare in autonomia le loro terre, ma purtroppo sono raramente rispettati.
Per sensibilizzare sull’argomento, Survival Internazional per la 18° edizione della Giornata Internazionale dei popoli indigeni ha pubblicato una galleria di 18 immagini aeree dal nome Tribù viste dal cielo. Queste foto mostrano la straordinaria capacità che questi popoli hanno di gestire e prendersi cura della loro terra. Infatti, secondo l’ong, l’80% della biodiversità terrestre si trova nei territori indigeni e, quindi, garantire i loro diritti territoriali sarebbe un passo avanti anche nella lotta al cambiamento climatico.
Anche veder rispettate la propria lingua e la propria cultura rientra tra i diritti sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni e, nel il 2019 (’Anno Internazionale delle lingue indigene), il tema della Giornata Internazionale del 9 agosto di quell’anno sono state le lingue indigene e la loro preservazione. Infatti, poiché esse spesso non hanno una forma scritta, si tramandano solo oralmente e, quando non vengono usate dai giovani, spariscono. Si stima che nel mondo esistano 7000 lingue vive, ma che solo 23 siano parlate dalla maggior parte della popolazione, mentre quasi 3000 sono considerate formalmente a rischio, implicando una perdita di diversità non indifferente, che si potrebbe mostrando più attenzione e rispetto per il diverso nell’educazione dei bambini.
Negli ultimi due anni, il discorso si è concentrato molto sul diritto alla salute: il virus del covid-19 ha raggiunto anche molti dei popoli indigeni, ma le loro condizioni politiche e sociali, hanno reso le cure complicate. Ad esempio, nel 2020 gli Arara del territorio di Cachoeira Seca nell’Amazzonia brasiliana sono stati una delle tribù più colpite dalla pandemia, probabilmente anche perché sono entrati in contatto con persone esterne a loro solo nel 1987 e sono per questo molto vulnerabili alle malattie “importate”. La questione della salute è uno dei motivi per cui i popoli incontattati (ovvero popoli che non hanno contatti pacifici con la società dominante) dovrebbero avere il diritto di restare tali.
Quest’anno, invece, il Dipartimento dell’Economia e degli Affari Sociali sta organizzando un incontro online sul tema “Il ruolo delle donne indigene nella preservazione e trasmissione della conoscenza tradizionale”, scegliendo quindi un focus sulle tematiche di genere, ma anche un diverso approccio verso l’educazione e la cultura.
L’attenzione sui diritti dei popoli indigeni, che qui sono riportati solo in minima parte, dovrebbe essere costante e non legata soltanto alla giornata del 9 agosto. Per tenersi informati è importante sentire anche e soprattutto le voci di chi fa parte di questi popoli.
Esiste una campagna di Survival dal nome “Tribal Voice” che consiste nel pubblicare periodicamente dei video in cui una persona dei popoli indigeni parla e racconta la situazione del suo popolo. Cedere il palcoscenico e ampliare la voce altrui invece di limitarsi a riportare con parole proprie è un’abitudine che andrebbe presa in ogni storia di richiesta di diritti.
di Irene Solaini
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