RICORDARE PER NON RIPETERE GLI STESSI ERRORI
Un giorno faranno una guerra e nessuno vi parteciperà.
(Carl Sandburg)
Chiunque, almeno una volta nella vita si è imbattuto nel celebre, trito e ritrito, ammonimento “bisogna ricordare per non commettere gli stessi errori”.
Ce lo hanno ripetuto a scuola, a casa, in tv e nei libri. Una frase semplice, composta da poche parole, ma dal grande significato: bisogna ricordare gli orrori, le tragedie, la fame, la morte e il dolore di modo che mai più atrocità come quelle avvenute in passato si possano ripetere in futuro.
Ma è davvero così semplice?
Se c’è una cosa che la storia ci insegna è che l’uomo non ha mai imparato davvero dai suoi errori; almeno fin quando si è soltanto limitato a ricordare.
Tutta l’attenzione è posta sulla memoria, quella capacità cerebrale che ci permette di immagazzinare informazioni; da sola, però, questa non ci basta.
Limitarsi ad immagazzinare informazioni in modo passivo, non ci rende dei soggetti dotati di spirito critico, pronti a decidere per noi stessi; le informazioni vanno elaborate ed interiorizzate. È necessario, affinché la memoria del passato possa avere delle conseguenze positive sul futuro e sul presente, che ai ricordi venga attribuito un valore morale, e che di questo valore ne sia presa piena coscienza.
Sono i ricordi del passato, le memorie tramandate e il valore che gli attribuiamo che ci spingono oggi a scegliere e prendere posizione.
La memoria ci aiuta a riconoscere tutti quegli eventi riconducibili ad una categoria di elementi su cui ricade un giudizio morale negativo. Così ogni volta che una persona viene perseguitata o discriminata per il colore della pelle, per il proprio orientamento sessuale, religione o classe sociale quel racconto narrato nei libri di storia prende vita e si ripete, e siamo noi, oggi, nel presente a poter cambiare la storia, a poter creare delle nuove memorie, un nuovo passato, scegliendo di seguire quella coscienza che ci ricorda di quali atrocità è stato capace l’uomo.
Ci troviamo stupiti e increduli quando veniamo a conoscenza del fatto che l’essere umano è stato capace di compiere quelle barbarie durante la Seconda Guerra Mondiale, e allora ripetiamo a noi stessi che cose come quella non dovranno mai più succedere.
Ma poi ci basta guardarci intorno per capire che forse questo ciclo di atrocità che si ripete, che noi chiamiamo storia, come se non ci appartenesse più, in realtà non ha ancora esaurito il suo tempo.
Ci basta volgere lo sguardo su una fetta di mondo anche solo un po’ più ampia rispetto a quella che chiamiamo “patria” per scorgere quegli orrori raccontati nei libri, lì, ad un passo da noi, a ricordarci che la storia si sta ripetendo uguale a sé stessa anche adesso, in questo preciso momento.
Allora oggi più che mai è importante ricordare non solo ciò che di negativo ci ha lasciato in eredità la storia, ma anche gli esempi di coloro che con coraggio si sono opposti agli orrori della guerra. Coloro che hanno deciso di scegliere, ascoltando la propria coscienza, prendendo posizione nei confronti di un evento tanto tragico e brutale.
Esempi di uomini che pagando anche con la propria libertà hanno permesso la promulgazione della legge Marcora 772 del 15 dicembre 1972, grazie alla quale migliaia di ragazzi hanno potuto scegliere di non imbracciare le armi, per ribellarsi in maniera pacifica alla violenza.
Pamela Prosseda
Rispondi