Skip to main content

ALIMENTAZIONE

16 Gennaio 2023
ALIMENTAZIONE

Trovo inaccettabile che la violenza 

costituisca la base di alcune delle nostre abitudini alimentari. 

(Dalai Lama)

Scrivere e parlare di alimentazione, oggi, è come sfilare il bastoncino di legno in una partita di Shangai: altri pezzi, di uguale importanza, gli stanno ai lati ed è impossibile non sfiorarli. Alimentazione non è più, – non solo, parlare di nutrizione ma anche di economia, ecologia e politica; nominarla significa prendere in considerazione tanti aspetti: i cambiamenti climatici, il capitalismo e lo sfruttamento di classe, i razzismi e la povertà.

Le Nazioni Unite, nel 2017, hanno stilato un complesso programma di aiuti, sostegni e strategie per porre fine all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione a livello globale, individuando i Sustainable Development Goals, all’interno dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. La realtà è molto più scoraggiante e a evidenziarlo è The State of Food and Nutrition in the World 2022, report pubblicato congiuntamente da UNICEF, FAO, IFAD, OMS e WFP.

Il rapporto indica la fragilità delle strategie messe in atto finora, rivelando come dal 2020, complici anche gli effetti della pandemia da COVID-19 e quelli della guerra in Ucraina, ci si sia allontanati dagli obiettivi dell’Agenda. Addirittura, nel 2022 hanno sofferto la fame 828 milioni di persone: un aumento di 46 milioni rispetto al 2021. I numeri (le persone) non si limitano a questo. Nell’anno appena trascorso 2,3 miliardi di persone hanno vissuto sotto il regime dell’insicurezza alimentare.

Cito dal comunicato stampa del WFP per la definizione di insicurezza alimentare:

«Si riferisce alla mancanza di un accesso costante al cibo, che diminuisce la qualità della dieta e squilibra i normali assetti alimentari».

Ma questa insicurezza racchiude al suo interno un altro squilibrio che coinvolge la percentuale di donne (31,9%), rispetto a quella degli uomini (27,6%), colpita da insicurezza alimentare grave o moderata.

Gli ultimi dati che voglio fare e tenere presenti riguardano i bambini: il report stima che 45 milioni di bambini, al di sotto dei 5 anni, abbia sofferto di deperimento; inoltre, 149 milioni di bambini, della stessa età, sono stati vittima di deficit di sviluppo dati da malnutrizione.

È importante sottolineare anche come i continenti più colpiti dalla malnutrizione e dalla denutrizione siano l’Asia e l’Africa, nella riproposizione di schemi di sfruttamento secolari, sia economici che politici, con cui da troppo tempo conviviamo, in quanto occidentali. Il discorso potrebbe particolareggiarsi sempre più, solo per evidenziare come all’interno di questa macro-divisione coesistano micro-divisioni interne: alimentazione più ricca per le classi agiate occidentali e alimentazione squilibrata per le classi più povere; maggiore insicurezza alimentare per le donne e dunque, il volto di società che perpetrano discriminazioni di genere, creando disequilibrio economico e sociale tra donne e uomini. Non ultimo, il cambiamento climatico ha imposto in molte zone di coltura e allevamento, con un commercio e un sostentamento basati in prevalenza sull’agricoltura, la desertificazione dei terreni o l’impraticabilità di un mantenimento costante; questo ha cambiato l’alimentazione di intere popolazioni e ha costretto, nei casi più estremi, sempre in aumento, l’emigrazione di buona parte degli abitanti; senza dimenticare che paesi sottosviluppati fanno spesso affidamento a progetti, finanziati da multinazionali, rappresentanti il volto dell’Occidente, lo stesso responsabile dell’impoverimento di quelle terre.

Appare chiaro come la parola alimentazione evochi una lunga serie di temi che costituiscono il nocciolo di tanti errori passati, il fulcro della riflessione sul presente e il terreno su cui costruire, urgentemente, il futuro. Sperando di sfilare, uno a uno, con abilità, i bastoncini di questo Shangai, prima che tutto crolli.

di Francesco Petrella 

Rubriche
Appunti di vista
Lascia un commento

Rispondi

Rimani aggiornato con i nostri eventi
Iscriviti alla Newsletter di Appunti di Pace