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Centri antiviolenza e protezione: uno spazio sicuro per le donne

19 Maggio 2026
Centri antiviolenza e protezione: uno spazio sicuro per le donne

Nella piramide di Maslow, psicologo americano, la sicurezza – intesa come protezione fisica e psicologica – si trova al secondo livello, subito dopo i bisogni fisiologici, ed è considerata un bisogno primario. La sua piramide descrive i bisogni fondamentali che guidano la vita delle persone, dalle necessità di base fino a quelle legate alla realizzazione personale e all’autorealizzazione.

Quando penso alla parola “protezione”, la prima cosa che mi viene in mente è il centro antiviolenza in cui svolgo il ruolo di operatrice.

Nel momento in cui una donna si presenta sull’uscio della casa delle donne (come viene chiamata informalmente), la frase con cui viene accolta è sempre: “Questo è un luogo sicuro”. Il senso di protezione che si vuole trasmettere con queste parole è fondamentale, perché la donna deve sentirsi libera di aprirsi e raccontare la sua storia.

Per molto tempo, da quando ho iniziato il percorso di volontariato nel centro, anch’io, in quanto donna, mi sono sentita al sicuro solo in quel luogo. Non a lavoro, non nella mia stessa casa, ma nella casa del centro. Non che gli altri luoghi mi fossero ostili per qualche particolare ragione, ma semplicemente perché al centro mi sentivo completamente libera. E il fatto che potessero entrare solo donne, lo ammetto, aiutava molto.
Immagino la casa come un luogo un po’ magico, con confini protetti che sanno chi far entrare e chi no. Non perché vogliano escludere, ma perché vogliono proteggere. Eppure, alla fine, è solo un edificio: sono le persone che vi abitano e vi lavorano a fare la differenza.
Ad oggi spero davvero che il mio lavoro lì faccia sentire le donne che accogliamo come mi sono sentita io all’inizio del mio percorso di volontariato.
I primi centri antiviolenza in Italia nacquero tra gli anni ’60 e ’70, ispirandosi ai primi movimenti femministi, quando le donne semplicemente si riunivano a casa l’una dell’altra per parlare della propria condizione sociale.
Il tema della messa in protezione delle donne nei centri antiviolenza e nelle case rifugio è certamente ampio e complesso. La sua natura varia da paese a paese: in Italia, ad esempio, nonostante i progressi, persistono difficoltà significative, e spesso si ricade in una vittimizzazione secondaria perché lo Stato e le istituzioni non garantiscono pienamente la tutela prevista dalla Convenzione di Istanbul. In altri paesi, invece, le donne non godono dei diritti fondamentali e subiscono trattamenti che annullano la persona e ne negano la dignità.
Ciò che viene fatto nei centri antiviolenza è come un seme piantato in un terreno difficile: un piccolo gesto di protezione e cura che, speriamo, possa un giorno far crescere un cambiamento in un sistema troppo spesso incline alla violenza. 

Ed è in questo luogo che comprendo appieno il senso profondo del concetto di protezione.

Per la redazione

Viola Degl’Innocenti 

Spot Sociale AntiViolenza (lungo) – D.I.Re: POTENZIARE I CENTRI, RAFFORZARE LE DONNE

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