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LA VIA DEL SILENZIO

24 Luglio 2024
LA VIA DEL SILENZIO

Ogni anno migliaia di persone sono oggetto della “tratta di esseri umani” nel mondo diversi sono gli esempi riportabili alla cronaca.

TRAFFICO DI ORGANI E TRATTA DI ESSERI UMANI

Secondo il rapporto dell’UNODC del 2022 sarebbe in forte crescita la tratta di esseri umani allo scopo di espianto di organi, tra il 2008 e il 2022 l’UNODC ha rilevato 700 casi. Tra gli organi “preferiti” dal mercato nero ci sarebbero: reni, fegato, cornea e pelle, quasi nella totalità dei casi l’ignaro donatore viene approcciato con metodi coercitivi, rassicurando il donatore e promettendo soldi che esso non vedrà mai o ingannandolo tramite l’offerta di un lavoro fittizio, i trafficanti si assicurano la sua fiducia, per poi drogarlo ed espiantare lui gli organi. Il rapporto del 2021 dell’INTERPOL individua nel Nord Africa e Medio Oriente come i Paesi dove tali pratiche sono più diffuse, non mancano però i casi Europei, come ad esempio quello espletato nel Regno Unito, dove la vittima, individuata in Nigeria è poi stata portata a Londra dove doveva avvenire l’operazione, in un altro caso, la polizia pakistana ha arrestato otto membri di una rete di traffico di organi che “attirava pazienti vulnerabili dagli ospedali” e conduceva trapianti “spesso all’insaputa del paziente” procurando diverse vittime. Il governo della Repubblica popolare cinese, è stato accusato anch’esso di prelevare con la forza organi dai prigionieri politici. Un gruppo di esperti di diritti umani delle Nazioni Unite ha osservato nel 2021 che il prelievo forzato di organi in Cina sembra prendere di mira specifiche minoranze etniche, linguistiche o religiose detenute, spesso senza che vengano spiegate le ragioni dell’arresto o che vengano emessi mandati di arresto, in luoghi diversi. Siamo profondamente preoccupati per le notizie di trattamenti discriminatori nei confronti dei prigionieri o dei detenuti in base alla loro etnia, religione o credo.

Bambini senza Identità: La Tragica Realtà dei Bacha-Bazi e Bacha-Posh in Afghanistan

In Afghanistan, i bambini hanno un prezzo e chi li acquista ne decide anche l’identità. Una pratica atroce e socialmente accettata è conosciuta come “bacha-bazi”. Questa tradizione secolare, protetta dal silenzio e dalla complicità delle autorità, rappresenta uno degli abusi più gravi e meno discussi contro i minori.

I Bacha-Bazi: Bambini per Gioco, Vittime per Sempre

I “bacha-bazi” sono bambini maschi, spesso adolescenti, costretti a indossare abiti femminili e a esibirsi per poi essere sfruttati sessualmente da uomini molto più grandi. Questi bambini vengono rapiti, adescati per strada o persino venduti dalle proprie famiglie a ricchi mercenari che li comprano e li mantengono. Da quel momento, il bambino diventa proprietà del compratore, perdendo la propria identità e subendo un destino di abusi fisici e psicologici.

Vestiti da donna, con campanelli ai polsi e alle caviglie e il viso truccato, i bacha-bazi imparano a cantare e ballare solo per essere violentati quando la danza finisce. I loro aguzzini sfruttano la povertà delle famiglie, sapendo che i genitori non possono rifiutarsi o denunciarli per paura delle ritorsioni. 

Le autorità afghane, nonostante la pratica sia illegale, spesso chiudono un occhio a causa del potere e dell’influenza di questi uomini.

Per la Redazione

Oliviero Sangani

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