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ReArm Europe… a quando Peace Europe?

28 Aprile 2025
ReArm Europe… a quando Peace Europe?

In data 29 marzo, su Corriere della Sera e La Stampa, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il leader dei conservatori europei Manfred Weber hanno indicato perentoriamente all’Italia di riarmarsi. 

Secondo questi rappresentanti politici di Bruxelles l’Italia – che pure ha il record europeo di povertà assoluta, giovani NEET, disoccupazione, debolezza d’acquisto e costo dell’energia, con una produzione industriale in calo costante da 24 mesi consecutivi – dovrebbe fare debito per produrre armi.

«Tutti vogliamo la pace. E nessuno più del popolo ucraino. Abbiamo dovuto imparare l’amara lezione che è necessario essere forti per mantenere e proteggere la pace», così Von der Leyen giustifica la decisione d’avviare un progetto industriale europeo per il riarmo degli Stati membri. «Prendiamo l’esempio dell’Ucraina: era un Paese sostanzialmente smilitarizzato, aveva rinunciato alle armi nucleari a metà degli anni ‘90, con la garanzia di essere sempre protetta, tra l’altro, anche da Mosca. Oggi vediamo il risultato. La Russia l’ha invasa. L’Ucraina deve essere trasformata in un porcospino d’acciaio completamente indigesto per qualsiasi tipo di invasore».

Secondo i due conservatori europei quelle del ReArm Europe non sono misure solo per la Germania ma anche «L’Italia trarrà grandi benefici, avete giganti dell’aerospazio come Leonardo, imprese navali innovative come Fincantieri. Si tratta di investire in queste industrie, che creeranno buoni posti di lavoro. Leonardo ha annunciato una ‘join venture’ con Rheinmetall e beneficerà degli investimenti tedeschi».

Così, per volere della maggioranza che ci governa l’Europa torna a produrre armi da fuoco, missili, tank, F-35 e altri armamenti del genere. 

Dall’Italia, la Lega dice di essere «pronta a proporre agli alleati dei Patrioti – la famiglia dei partiti fascisti europei – un’iniziativa per invitare la presidente tedesca della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a rivedere il progetto da 800 miliardi di euro per la difesa. Da noi NO agli eserciti europei e alle folli spese per le bombe. I cittadini europei meritano investimenti per lavoro, sanità e sicurezza interna. Non servono né maxi-investimenti per comprare munizioni, né un piano per il riarmo nato già morto. La Lega auspica un ampio e approfondito dibattito in Aula, dibattito che la tedesca von der Leyen vuole evitare a tutti i costi».

Oltre alla Lega, in Italia si schierano contro il riarmo anche socialisti, democratici e comunisti.

Così gli europarlamentari di AVS: «Il piano ReArm Europe mette l’Unione Europea sulla strada pericolosa del riarmo e del rafforzamento degli eserciti nazionali sottraendo risorse fondamentali per politiche sociali e per la transizione ecologica. Questa è cosa ben diversa da un processo di integrazione europeo delle politiche di difesa che, razionalizzando le risorse, consentirebbe di ridurre la spesa militare già stanziata a livello nazionale».

Secondo Matteo Renzi «Ursula von der Leyen non è una leader capace. Serve l’esercito europeo? Certo. Ma per arrivarci occorre la politica, non gli slogan. Paziente, faticosa, quotidiana: non si risolvono i problemi con i tweet. 

Infine, in data 5 aprile si è svolta a Roma una manifestazione promossa dal MoVimento 5 Stelle «contro il riarmo, contro lo spreco di miliardi in armi mentre scuole, ospedali e servizi pubblici vengono lasciati senza risorse. Diciamo no a un governo che vuole portare l’Italia nel vortice di una folle corsa agli armamenti, sottraendo fondi a sanità, istruzione e welfare. Un piano che arricchirà le lobby militari e impoverirà cittadini e lavoratori di un’Italia sempre più in bolletta». Anche la componente giovanile del MoVimento (il Network Giovani) ha espresso il malcontento di un’intera generazione: «Siamo riuniti contro il riarmo, per una causa comune, perché non ci rassegniamo. Non sono queste le priorità dell’Europa, questa è follia bellicista. Noi ci dobbiamo difendere da ben altre minacce, come la violenza di genere, le disuguaglianze e lo smantellamento del settore pubblico. Dobbiamo metterci in cammino, per costruire un’Italia in cui restare. Da oggi dobbiamo lavorare con ancora più passione, dobbiamo riprenderci gli spazi che ci spettano, dobbiamo costruire una piattaforma trasversale contro la guerra. A te che rifiuti un’Europa di guerra, costruiamo insieme un futuro di pace!».

Peace Europe è in cammino!

Per la Redazione

Christian Trevisti 

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