24 marzo: il diritto alla verità e la dignità delle vittime
Il 24 marzo Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime
Il 24 marzo si celebra la Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani e per la dignità delle vittime, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 21 dicembre 2010.
Secondo il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon (in carica dal 2007 al 2016), i diritti commemorati da tale giornata mondiale, sono i presupposti per poter punire i responsabili delle violazioni dei diritti umani.
Questa ricorrenza nasce, infatti, con un obiettivo preciso: ricordare tutte le vittime di violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani e riaffermare l’importanza della verità, della giustizia e della dignità umana.
Il diritto alla verità è un diritto fondamentale: riguarda la possibilità di conoscere ciò che è realmente accaduto in situazioni di violenza, repressione e ingiustizia. È un diritto che appartiene alle vittime, ai loro familiari e all’intera società.
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres sottolinea come la verità sia una fonte di forza e di guarigione e nel suo messaggio per la Giornata del 2022, ha ricordato l’importanza della verità come una potente luce. Questa luce rende note le violazioni che i responsabili preferirebbero tenere nascoste, vuole illuminare un percorso verso la pace, la giustizia e la riparazione per le vittime, e vuole costringere i Paesi a rispettare i loro obblighi previsti dal diritto internazionale. Guterres ha enfatizzato che quando la luce della verità si spegne, le società precipitano in un mondo buio di minacce, bugie e sfiducia. Ha confermato l’intento di voler sollevare il silenzio rispetto a queste gravi violazioni e di voler aiutare le società a sanare le divisioni, riconciliarsi in pace e riunirsi per sostenere e proteggere la salute, la sicurezza, la dignità e le opportunità di ogni persona.
La scelta del 24 marzo non è casuale; in questa data, nel 1980, venne assassinato l’arcivescovo salvadoregno Óscar Arnulfo Romero, mentre celebrava la messa. Romero aveva denunciato con forza le violazioni dei diritti umani nel suo Paese, difendendo i più deboli e opponendosi alla violenza. Per questo è diventato un simbolo universale di giustizia, verità e impegno civile. Senza verità non può esserci giustizia. Conoscere i fatti permette di individuare i responsabili, di riconoscere le vittime e di restituire loro dignità.
Allo stesso tempo, il diritto alla verità contribuisce alla costruzione di società democratiche, fondate sulla trasparenza e sul rispetto dei diritti umani. Non si tratta solo di guardare al passato, ma anche di prevenire nuove violazioni.
Oggi, in molte parti del mondo, il diritto alla verità è ancora negato. Guerre, regimi autoritari e violazioni dei diritti continuano a produrre vittime e silenzi.
Per questo il 24 marzo non è solo una giornata di memoria, ma anche un invito all’impegno: difendere la verità significa difendere la dignità umana e costruire un futuro più giusto per tutti.
Per la Redazione
Nicoletta Capotorto
Canción “Monseñor Romero Vive” – Grupo ACUSTICA Ciudad Barrios
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