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LGBTQIA+, l’origine di una sigla in continuo movimento

22 Maggio 2025
LGBTQIA+, l’origine di una sigla in continuo movimento

Bandiere, cartelloni, slogan: l’acronimo LGBTQIA+ è fortemente presente sui tanti vettori comunicativi che vediamo ogni giorno per le strade durante le manifestazioni, sui cartelloni pubblicitari, nei telegiornali, nei programmi televisivi e sui social.

L’origine dell’acronimo, in forma più ridotta, risale agli anni ’80. Con il passare del tempo si è andato ad estendere con l’aggiunta di nuove lettere che mano a mano hanno incluso altre identità non rappresentate in precedenza. Si tratta infatti di un termine a ventaglio che si riferisce ad una vasta gamma di identità di genere e orientamenti sessuali che si discostano dalla cisgender eteronormatività. La sua forma attuale è il risultato di una lunga evoluzione contraddistinta da battaglie di inclusione per il riconoscimento dei diritti. 

Oggi l’acronimo per esteso sta per Lesbiche, Gay, Bisex, Trans, Queer, Interessuali, Asessuali, il simbolo “+” include tutti gli altri orientamenti non specificatamente elencati. 

I primi anelli dell’acronimo si erano concentrati su Lesbiche, Gay e Bisessuali (LGB), termini con una storia più lunga e con una visibilità maggiore nel corso del discorso pubblico intorno all’inclusione di orientamento sessuale. Negli anni ’60 e ’70 infatti si tendeva a riunire tutta la comunità sotto la parola “gay”. Con l’emergere dei movimenti per i diritti omosessuali del XX secolo si è cercato di interrompere l’utilizzo di termini medici e dispregiativi per etichettare gli omosessuali o i bisessuali. L’aggiunta della lettera T che sta per Transgender ha segnato un momento cruciale perché la lotta per il riconoscimento e i diritti dei trans è sempre stata parallela rispetto a quella di gay e lesbiche, ma comunque interconnessa. A rappresentare un’ulteriore espansione dell’acronimo negli ultimi anni è stato l’inserimento delle lettere QIA+, (Queer, Intersex, Asexual e +). La lettera Q ha aperto le porte alle persone che stanno ancora esplorando la propria identità di genere o il proprio orientamento sessuale, riconoscendo la fluidità e la complessità dell’identità. La A rappresenta invece sia l’asessualità che la mancanza di attrazione sessuale verso gli altri, la lettera I si riferisce alle persone che nascono con caratteristiche sessuali che non rientrano nelle tipiche definizioni binarie di corpi maschili e femminili. Il segno + stabilisce che l’elenco delle identità e degli orientamenti è in continua evoluzione e che l’acronimo non può quindi rappresentare un insieme esaustivo, includendo perciò altri orientamenti non menzionati, come le persone pansessuali, genderfluid e altre.

L’acronimo LGBQIA+ non è infatti statico e mai lo sarà, è un riflesso dinamico di una comunità che acquisisce sempre maggiori consapevolezze. Si tratta di un termine in continuo movimento, ogni lettera aggiunta è un passo avanti nel riconoscimento della dignità di persone per troppo tempo stigmatizzate per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità. 

Comprendere le origini di questo acronimo è un passo fondamentale per onorare la diversità delle esperienze umane e per costruire un mondo più inclusivo e rispettoso per tutti.

Per la Redazione

Elisabetta Di Cicco

La Rappresentante di Lista – Questo Corpo

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