Tiziano Terzani: il giusto non è mai poco. Chi si accontenta è un uomo felice.
Leggendo Terzani si percepisce sin dalle prime letture, sia sulla biografia che sul pensiero, di stare per incontrare un personaggio rivoluzionario, indipendente, ma con un bisogno dell’altro, riflessivo, spirituale, che incita il mondo contemporaneo a liberarsi delle catene mentali attraverso la meditazione. Egli infatti afferma che la vera rivoluzione parte da dentro di noi.
In occasione della Giornata Internazionale dello Yoga, abbiamo deciso di parlare di questo giornalista e scrittore, il quale dedicò la sua vita alla ricerca spirituale. E visse più di 30 anni in India, girando il mondo per via mare e terra, senza toccare un aereo, visitò la popolazione e la spiritualità del Vietnam, Cambogia, Cina, Giappone, Hong Kong, Himalaya, New York, e Orsigna, la sua “stazione finale”, la terra in cui nasce e finisce la sua intensa e gloriosa vita.
Terzani nacque nel 1938 a Firenze e la sua biografia racconta di un uomo comune, che nasce in una famiglia umile, da padre partigiano comunista e da madre cattolica.
Racconta con commozione di quando per poter andare al ginnasio, i suoi genitori pagarono un paio di pantaloni lunghi a rate, e simpaticamente ricorda i lunghi peli che aveva sulle gambe. Dice di essere stato un bravo studente e di essersi diplomato e laureato con il massimo dei voti.
Egli racconta di un fatto. Quando era giovanissimo, aveva preso parte a diverse gare sportive ma arrivava sempre ultimo. Un giorno, a fine gara, incontra un uomo, che gli suggerisce di scrivere dello sport dato che ne era così appassionato, e così inizia.
Racconta che nella sua vita ha incontrato sempre uomini saggi, una sorta di guide spirituali, e lui li ascoltava. Questo ci fa riflettere sull’importanza dell’incontro, sull’importanza del caso, dell’evento scatenante, e che uno sbaglio può diventare occasione di scoperta e conoscenza.
Terzani gira il mondo, conosce tante lingue tra cui il Cinese e dice di aver fatto il percorso al contrario per un giornalista, cioè essere partito a lavorare in Europa e nel mondo, per poi finire in Asia a lavorare, ma lo racconta con simpatica soddisfazione.
La sua conversione alla spiritualità fu il frutto di un delicato e faticoso percorso, spinto inizialmente dalla curiosità di sapere come si viveva nei monasteri.
La testimonianza di Terzani è interessante perché a proposito della meditazione e dello yoga egli racconta di aver fatto fatica ad arrivare ad avere il controllo sulla propria mente e questo ci rassicura sul fatto che si può iniziare in qualsiasi momento e che l’arrivo non è immediato e che ognuno ha i propri tempi.
Egli ci insegna che la meditazione oltre a essere una pratica, un esercizio fisico e mentale, diventa un vero e proprio canale di ascolto diretto con noi stessi, con la verità che abbiamo dentro di noi.
Egli stesso è testimone della vita e del pensiero Occidentale che in India riesce a modificare per sentirsi libero davvero, sia dal pregiudizio, sia dalla distanza con l’altro.
Secondo Terzani tutto nasce in India, laddove ancora oggi, tutto è spiritualità, e ciò è testimoniato già dal modo in cui la gente si saluta, con profondo rispetto verso la sacralità che ognuno rappresenta. Egli rimase sempre molto affascinato da quel modo di intendere lo spirito. Cosa che purtroppo critica a noi occidentali, troppo immersi nella materia e poco nello spirito.
Terzani ci ricorda che noi siamo legati alla natura, al cosmo, agli animali, ed è ciò che ci fa davvero esistere. La meditazione aiuta l’essere umano a unirsi a quella parte che ci rende come eterni, e che ci fa sentire, accettare il dolore, accettare ogni cosa, che passa, che ritorna.
Concludiamo con una citazione di Terzani che ci può far riflettere.
“L’unico vero maestro,
Non è nessuna foresta,
Non è nessuna capanna,
Non è nessuna caverna
di ghiaccio nell’Himalaya,
È dentro di noi.”
Per la Redazione,
Francesca Drago
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