LA DEMOCRAZIA PER ESISTERE HA BISOGNO DEL TERZO SETTORE
In Italia, la democrazia è spesso considerata un dato acquisito, un rito consolidato che si esprime principalmente attraverso il voto. Tuttavia, questa visione rischia di trascurare una realtà più complessa: la crescente disconnessione tra le posizioni dei cittadini e le azioni concrete della politica.
Recenti sondaggi rivelano un forte dissenso dell’opinione pubblica italiana nei confronti dell’operato del governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania. Secondo un’indagine di YouTrend, il 65% degli italiani ritiene che a Gaza sia in corso un genocidio, mentre il 60% condanna la gestione dei territori occupati in Cisgiordania. Nonostante questi dati, la politica italiana sembra muoversi con cautela, limitandosi spesso a dichiarazioni verbali senza tradurle in azioni concrete.
La Striscia di Gaza è uno dei luoghi più complessi sotto il profilo giuridico e umanitario. Secondo il diritto internazionale, Israele è considerato la potenza occupante, nonostante il ritiro delle sue forze nel 2005. Mantiene infatti il controllo su confini, spazio aereo e accesso al mare, elementi che lo pongono in una posizione di responsabilità verso la popolazione locale
In questo contesto, le organizzazioni internazionali come la Corte Penale Internazionale e la Corte Internazionale di Giustizia hanno evidenziato gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui l’uso della fame come arma di guerra e lo sfollamento forzato della popolazione
In assenza della possibilità per gli stati di intervenire direttamente nella vicenda, il terzo settore assume un ruolo fondamentale nel fornire assistenza umanitaria e nel difendere i diritti umani. Organizzazioni come Medici Senza Frontiere, Save the Children e Caritas sono attivamente coinvolte a Gaza, offrendo servizi sanitari, educativi e di supporto psicologico.
Tuttavia, il loro operato è ostacolato da restrizioni imposte dalle autorità israeliane, che limitano l’accesso agli aiuti umanitari e prendono di mira il personale delle ONG. Queste azioni violano il diritto internazionale umanitario, che garantisce la protezione degli operatori umanitari e l’accesso senza ostacoli agli aiuti.
Di fronte a questa situazione, la società civile italiana ha mostrato un impegno crescente. Il Forum Nazionale del Terzo Settore ha invitato tutte le realtà sociali a mobilitarsi per fermare il massacro del popolo palestinese e per il rispetto del diritto internazionale.
Inoltre, oltre 200 organizzazioni, tra cui Caritas Internationalis e Caritas Italiana, hanno sottoscritto un appello per garantire che gli aiuti umanitari siano gestiti dalle Nazioni Unite e non da entità che, nonostante siano inquadrate alla pari delle organizzazioni del terzo settore, soffrono di un costante controllo da parte del governo israeliano il quale rischia di vanificare la posizione indipendente tipica del terzo settore.
In questo contesto possiamo osservare come, per avere un sistema in cui la democrazia possa essere pienamente esercitata da cittadine e cittadini, la presenza di organizzazioni appartenenti al terzo settore risulta fondamentale nei numerosi casi in cui politica e istituzioni non possono agire.
Parallelamente, si osserva un preoccupante fenomeno di astensionismo elettorale.
Alle elezioni europee del 2024, per la prima volta nella storia della Repubblica, meno di un italiano su due si è recato alle urne, con un’affluenza del 49,69% . Questo dato evidenzia una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e una percezione di inefficacia del voto come strumento di cambiamento.
La democrazia non si esaurisce nel momento del voto. Essa si manifesta nella capacità dei cittadini di agire indipendentemente dalla politica, manifestando e concretizzando le proprie opinioni attraverso l’impegno in tutte quelle realtà che costituiscono il terzo settore.
In occasione della Giornata Mondiale della Democrazia, è fondamentale riflettere su questi temi. La democrazia deve essere intesa come un processo dinamico che coinvolge attivamente i cittadini, non solo come un momento elettorale.
Solo attraverso un impegno costante tutte e tutti noi la democrazia potrà dirsi soddisfatta.
Per la redazione
Marco Cappa
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