Alex Langer. Ecologia, pacifismo e crisi dell’identità europea
Alexander Langer, giornalista italiano vissuto tra il 22 febbraio 1946 e il 3 luglio 1995, è stato europarlamentare tra le fila dei Verdi. È noto principalmente per il suo impegno in difesa della pace, dei diritti umani e dell’ambiente. A lui si deve la nascita della Fiera delle Utopie Concrete, la quale ha proposto per anni soluzioni per la conversione ecologica dell’economia e della società.
Il concetto di ‘conversione ecologica’ è stato sviluppato dallo stesso Alex Langer, secondo cui l’essere umano deve rapportarsi alla natura “più lentamente, più profondamente, più dolcemente”.
La carriera politica di Alex Langer iniziò nel 1978, con la fondazione della Neue Linke/Nuova Sinistra, la quale ottenne due seggi alle Elezioni Regionali in Trentino-Alto Adige. Negli Anni Ottanta, quindi, Langer partecipò alla fondazione della Federazione dei Verdi. Fu eletto al Parlamento Europeo nel 1989 e nel 1994.
Pur restando su posizioni socialiste, mostrò spesso interesse verso la Chiesa Cattolica e si espresse a favore del Documento Ratzinger, realizzato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, apprezzandone le critiche verso la manipolazione genetica e la vivisezione.
Alex Langer fu anche un forte oppositore dell’etnonazionalismo. «Quando mi trovo di fronte a un conflitto di natura etnica, mi metto per prima cosa a vedere se esiste qualche gruppo che riesca a riunire al proprio interno persone dell’uno e dell’altro schieramento», questo quanto da lui affermato il 18 giugno 1990 presso il centro studi di Bergamo ‘La Porta’. «L’esperienza di un gruppo interetnico, o se volete del gruppo pilota che accetta di sperimentare su di sé le possibilità e i limiti, i problemi della convivenza interetnica, per me rimane una cosa assolutamente determinante».
Nel suo ultimo articolo, L’Europa Muore o Rinasce a Sarajevo denuncia l’indifferenza e la miopia politica degli Stati membri davanti a nazionalismi e pulizie etniche e afferma che solo riconoscendo la storia millenaria di pluralità, dove sinagoga, moschea, chiesa cattolica e ortodossa convivono nello stesso quartiere di Sarajevo, sarà possibile una convivenza fondata sulla pace,
Rispetto alla natura la visione di Alex Langer risentiva dell’approccio materialista appreso durante gli anni di militanza in Lotta Continua e pertanto trasformò l’ecologia in una sorta di ‘religione secolare’.
Centrali invece secondo me, nell’approcciarsi alla questione ambientale, dovrebbero essere piuttosto la giustizia sociale e la pace tra le nazioni. Una terra desolata è causa e conseguenza di una vita umana qualitativamente povera, poiché la natura è dimora dell’umanità. Nell’approcciarsi alla questione ambientale, per me l’essere umano dev’essere il fine, non il mezzo. Identità forti e lealtà nazionali, non sono un male ma al contrario, sono a fondamento di ogni forma di vivere civile.
Nell’intenzione di superare i conflitti etnici che imperversavano nel Trentino-Alto Adige degli Anni Settanta, Alex Langer finì per abbracciare una sorta di relativismo culturale e secondo me non è possibile amare l’umanità ‘in astratto’ ma si ama sempre l’umanità partendo da famiglia, patria, comunità e tradizione e dunque da un fondamento trascendente.
Di questo fondamento ne necessita soprattutto l’Unione Europea, se vuole organizzarsi come federazione interetnica e sovranazionale. Se gli Stati europei intendono federarsi, concordo con l’affermazione di Papa Leone XIV: «l’identità europea può essere compresa e promossa solo in riferimento alle sue radici giudeo-cristiane». L’intera Europa è percorsa da cattedrali, ovunque si sono diffuse opere d’arte e musica sacre, ed è stato grazie a uomini di Fede che la scienza e le università hanno mosso i loro primi passi. Questo «non significa restaurare un’epoca passata: significa garantire che risorse chiave per la cooperazione e l’integrazione future non vadano perse».
Alex Langer fu un grande esponente dell’ecologismo contemporaneo. Si oppose ai crescenti processi d’industrializzazione e deturpazione degli habitat naturali. Questo non può essere che apprezzato, poiché difendere l’ambiente vuol dire anche difendere la famiglia, la religione e la tradizione. L’impegno locale dev’essere tuttavia preferito a quello globale, poiché il globalismo non tiene conto delle radici nazionali, storiche e paesaggistiche.
E, senza radici, anche le cause più nobili rischiano di diventare fragili utopie. Se le radici sono profonde, invece, l’ecologia può tornare a essere servizio all’uomo e al creato.
Per la redazione
Christian Trevisti
Alexander Langer – Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer
Il Papa Rimarca le Radici Giudaico-Cristiane dell’Europa, È questa ‘la sua Identità’ – ANSA
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