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Cooperazione e Sussidiarietà. Una risposta alle sfide del presente

16 Luglio 2026
Cooperazione e Sussidiarietà. Una risposta alle sfide del presente

Il 4 luglio, oltre a essere stato il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti, è stata anche la Giornata Internazionale delle Cooperative. Le cooperative sono organizzazioni di attività mutualistica, finalizzata a ottenere beni e servizi eliminando eventuali intermediazioni.

Le organizzazioni cooperative si fondano su due principi: mutualità e carità. 

  1. La mutualità è data dal reciproco impegno, volontario e senza fini di lucro, nel prestarsi aiuto e assistenza all’interno del medesimo gruppo sociale. La mutualità prevede anche forme di condivisione dei rischi riguardanti il gruppo;
  2. La carità è invece una forma di amore incondizionato, disinteressato e fraterno, e può spingersi fino all’abnegazione. Viene generalmente praticata attraverso opere di misericordia corporale e spirituale.

All’interno della società italiana, le cooperative hanno assunto un ruolo fondamentale per l’applicazione del principio di sussidiarietà. Le cooperative rientrano, infatti, in quello che viene comunemente indicato Terzo Settore, ambito economico cui sono delegate iniziative economiche che perseguono finalità civiche, solidaristiche, e di utilità sociale. Queste attività, che non si limitano all’assistenza dell’individuo o della comunità, e che spesso comprendono forme di attivismo sociale, vedono nel tornaconto economico una semplice conseguenza delle prestazioni erogate (per questo motivo, il Terzo Settore è detto anche non-profit).

Le cooperative prevedono una forma di adesione libera e volontaria, e sono controllate democraticamente da coloro che vi prendono parte come soci, i quali ricevono benefici in base alla quota di transazioni erogate verso l’organizzazione. I soci hanno al tempo stesso il dovere di sviluppare la cooperativa e sostenere le attività approvate dalla sua base sociale.

Allo stato attuale, secondo il Cardinale Matteo Maria Zuppi, le cooperative sociali italiane «spesso prendono una miseria, nonostante abbiano responsabilità enormi. Queste coop si occupano, per esempio, dei ragazzi con difficoltà, ma ricevono un trattamento poco consono alle loro responsabilità. Molte fanno fatica a trovare educatori – che spesso scappano per avere un lavoro più redditizio – o ad avere stabilità – elemento fondamentale per la qualità del servizio». 

Il modello cooperativo potrebbe essere sostenuto attraverso la concessione di finanziamenti, da destinare alle realtà giovanili e familiari. Un’idea potrebbe essere quella di sviluppare un sistema di voucher, attraverso i quali conciliare impegni familiari e lavorativi, garantendo alle giovani coppie una copertura delle spese riguardanti asilo e assistenza familiare. 

Le cooperative devono essere un esempio di solidarietà, responsabilità e partecipazione democratica. La loro finalità è quella di fornire un contributo quotidiano alla costruzione di comunità solide, al servizio della persona e del bene comune.

Per la redazione

Christian Trevisti

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