L’importanza di avere una riserva naturale per un piccolo paese in montagna
“E questa nostra vita, via dalla folla,
trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli,
prediche nelle pietre, e ovunque il bene”.
William Shakespeare
Ci presentiamo, siamo Anna e Merita, Operatrici volontarie del Servizio Civile in servizio da Maggio 2024 presso il Comune di Anversa degli Abruzzi (AQ), un piccolo borgo montano abitato da qualche centinaio di persone. Quasi sempre capita che un piccolo paese venga raccontato dai suoi abitanti partendo sempre da quello che manca.
Quando il visitatore chiede: “cosa c’è in questo paese?” La risposta è molto facile: “niente”, invece non vanno dimenticate le opportunità concrete che essi offrono, in termini di potenziale di crescita in nuovi settori, come il turismo e le attività ricreative in ambiente rurale.
Da trent’anni il nostro comune è sede della Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Gole del Sagittario. Ed è qui in questo “mondo a parte” che siamo nate e cresciute, giocando per strada con i nostri amici, tra gli alberi e i sentieri che danno forma e colore a questa valle, ma che aiutano anche a mantenere pulita l’aria e l’acqua, migliorando la qualità della vita per tutti.
Non subiamo la frenesia delle grandi città, e nonostante negli anni anche il nostro borgo ha sofferto lo spopolamento tipico dei paesini di montagna, la nostra comunità continua a resistere con circa 300 abitanti, la maggior parte anziani è vero, ma ci sono anche ragazzi e famiglie con bambini. Qui ci chiamiamo ancora per nome e conosciamo il nostro vicino di casa, condividendo con lui emozioni, dolori e gioie. Non siamo individui anonimi chiusi in gabbie di cemento, così come avviene nelle grandi metropoli, ma nel bene e nel male siamo una comunità.
Uno dei punti di forza è sicuramente rappresentato dalla presenza dell’Area Protetta, che garantisce l’equilibrio ecologico preservando le risorse, gli habitat naturali, la biodiversità e prevenendo la scomparsa di molte specie a rischio come l’Orso bruno marsicano simbolo dell’Abruzzo o il nostro splendido Fiordaliso del Sagittario, un fiore che in tutto il mondo cresce solo qui ad Anversa. Per queste sue caratteristiche l’Oasi WWF, anche sede del Parco Letterario intitolato a Gabriele d’Annunzio, richiama ogni anno migliaia di persone: turisti, appassionati di trekking, di birdwatching o semplicemente persone che amano la natura e questo si traduce anche in benefici economici per il nostro territorio, una piccola economia circolare che favorisce opportunità di lavoro per guide e strutture ricettive come ristoranti, albergo diffuso, bar, infopoint e centro visite. Il nostro “turismo sostenibile” aiuta il paese senza danneggiare l’ambiente.
La riserva naturale non serve però solo a proteggere la natura, ma anche ad insegnare il suo valore: scuole e associazioni organizzano visite per bambini e adulti che imparano a osservare l’ambiente, a conoscerne i segreti e a rispettare la vita con la sua diversità. L’Effetto “Area protetta” si traduce in una vera e propria sfida alla modernità in senso lato, invertendo la rotta e facendo della conservazione della natura e tutela del territorio lo stimolo per rafforzare o avviare le buone pratiche in grado di valorizzare a livello locale le eccellenze presenti sul territorio, ma anche recuperando e valorizzando la memoria, il paesaggio urbano e rurale creando benessere (espresso in qualità della vita), grazie alla opportunità di veicolare su questo territorio fondi europei o regionali che vanno a sostenere progetti locali, recuperando vecchi edifici, come le vecchie stalle che oggi sono strutture in uso per accogliere o uliveti abbandonati ad esempio, come è successo realmente qui ad Anversa degli Abruzzi.

La questione ambientale è un’urgenza che non riguarda solo grandi temi come il clima e l’inquinamento, ma è anche la quotidianità del nostro rapporto con la Natura che dobbiamo salvaguardare. L’uomo moderno soffre di “carenza di natura”: un bambino che non gioca mai in un parco è privato di stimoli fondamentali; un adulto senza contatti con il verde è ostaggio di uno stile di vita disumanizzante con conseguenze concrete, la scienza ha dimostrato lo stretto legame tra sviluppo psicologico, benessere e natura evidenziando proprio come la distanza che si instaura tra le persone e gli ambienti naturali aumenti il rischio di disturbi mentali, fisici e biologici.
L’esperienza vissuta con il COVID ha portato questo aspetto al centro dell’attenzione, e anche in questo ci siamo sentite fortunate, rispetto ai nostri coetanei delle grandi città, la chiusura imposta dall’emergenza qui non è stata vissuta come un isolamento totale grazie al nostro fortunato “vivere a contatto con la natura”. Confrontandoci tra noi, attraverso anche le attività di volontariato che ci vedono coinvolte e che ci vedono parte integrante nelle attività e ritmi della nostra Oasi, siamo entrambe giunte alla conclusione che la presenza di una Riserva Naturale in un piccolo paese di montagna è una ricchezza per tutti: protegge la natura, crea lavoro e migliora la qualità della vita. Ma soprattutto prendersene cura significa fare una scelta di pace, la natura non domina ciò che la circonda, semplicemente lascia che gli eventi accadano, i rami degli alberi non fanno mai polemiche con il mondo, offrono solo ombra, colori e riparo, la cinciallegra offre gratuitamente un passaggio al piccolo seme, la terra lo accoglie dandogli rifugio, la pioggia e il sole se ne prendono cura per farlo germogliare… ogni piccola cosa ha la sua importanza e tutto coopera per mandare avanti la vita, questo vuol dire essere comunità.
Per la Redazione
Anna di Marzo e Merita Dzaferi
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