Per Appunti di Pace dalla Flotilla: perseguire l’utopia per sentirsi vivi
Di Manfredo Pavoni Gay ricordiamo i suoi studi in Brasile sulle lotte degli afrodiscendenti per l’identità e la terra e dei desaparecidos italiani nel Cono Sur, l’attivismo nel movimento no global e l’impegno nel pacifismo e nella nonviolenza. L’abbiamo raggiunto in questi giorni di settembre mentre è attivo nella missione con la Flotilla
Riarmo e strategie di dominio: qual è il messaggio che vuole lanciare la Global Sumud Flotilla?
Il messaggio che vuole lanciare è che si sta dalla parte dei palestinesi con nonviolenza. Non si è neutrali, si sta dalla parte del loro diritto di avere una terra, della loro sofferenza durata ormai più di 55 anni di colonizzazione. Un altro obiettivo della Global è di aprire un corridoio umanitario gestito poi da organismi internazionali.
Qual è la tua motivazione personale che ti spinge a usare il tuo tempo e metterà a rischio il tuo “corpo”?
La motivazione personale che mi spinge ad aver perso ormai già 2 settimane di lavoro e di perderne altre in aspettativa non retribuita rischiando forse di perderlo è la disperazione e l’impotenza nel vedere questa carneficina in tempo reale online. Il mio privilegio occidentale con un passaporto più forte degli altri poteva essere messo a disposizione della causa palestinese.
A proposito di corpo, che senso ha arrivare davanti ad uno degli eserciti più potenti del mondo che applica in maniera molto efficace la tecnologia?
A proposito di corpo, certo è che con delle barche a vela di 10-12 metri in vetroresina non ci sono chance. Sarebbe stupido pensare di poter affrontare l’esercito israeliano, ma quello che si poteva fare era provare a contendergli la gestione delle acque internazionali: provare a creargli problemi partendo dal fatto che nelle acque internazionali nessuno può essere intercettato o sequestrato.
Ti chiediamo un messaggio da lanciare ai giovani
Un messaggio da lanciare ai giovani non lo so, perchè non sono il tipo che ha messaggi da lanciare. Sicuramente a volte ti senti più vivo nel fare delle cose che esulano dalla quotidianità e hanno un aspetto insolito, imprevedibile e anche un po’ utopico. Ci si sente più vivi.
Con ferma perseveranza l’obiettivo è quello di rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza, rifornire di viveri e medicinali la popolazione palestinese e stabilire un corridoio umanitario. Guardo falliscono i governi può solo il popolo.
Per Appunti di Pace
Gianni Tarquini e Rossano Salvatore
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