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A lezione di pace!

28 Marzo 2024
A lezione di pace!

“E’ davvero una fortuna che adesso siamo in un momento di pace!” 

Parlando con un collega ecuadoriano al suono di queste parole sono rimasta un attimo interdetta, pensando a come potessero sfuggirgli tutte quelle guerre di cui possiamo leggere le notizie sui giornali quotidianamente fino a quando non ha aggiunto un commento ulteriore alla sua affermazione: “E’ che qui in Ecuador siamo stati in guerra contro il Perù fino alla fine degli anni ‘90 e quello che stiamo vivendo adesso per noi è un periodo di pace e tranquillità”.
Ripenso allora alle parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, nelle quali mi sono imbattuta leggendo lo studio effettuato dalle Nazioni Unite sull’educazione al disarmo e alla non proliferazione presentato nel 2002: “È sorprendente per qualcuno della mia età pensare che un’intera nuova generazione di esseri umani stia crescendo senza il terrore onnipresente di una catastrofe nucleare. Eppure è così, ed è tanto meglio che sia così. L’altra faccia della medaglia, però, è ignorare l’esistenza di pericoli reali, in particolare le armi nucleari ereditate dal secolo scorso. Per di più, compagna dell’ignoranza è la noncuranza: di quello che sappiamo poco, ci interessa poco.” 

E’ frutto dunque della noncuranza quell’affermazione fatta dal mio collega ecuadoriano? O semplicemente una spontanea osservazione scaturita dal contesto ristretto in cui si vive e figlia di una scarsa diffusione dell’educazione al disarmo e alla pace? 

L’idea di un’educazione al disarmo, nasce negli anni ‘80 a seguito di un secolo profondamente segnato dalle guerre che mette in luce la necessità per l’umanità di porsi come obiettivo a lungo termine la riduzione e l’eliminazione di tutte le forme di armamento e di conflitto armato. 

La cultura del disarmo globale e della non proliferazione anche se non può essere realizzata così facilmente e rapidamente, poichè prevede un processo costante e sfaccettato che accompagna l’uomo per la durata della sua vita e al quale partecipano diversi attori tra cui: famiglia, istituti scolastici e universitari, media, comunità, ONG, governi, parlamenti e organizzazioni internazionali ecc, purtroppo al giorno d’oggi ancora non è inglobata e sufficientemente diffusa nè nei piani educativi comuni nè in tutte quelle altre componenti di base per la costruzione della conoscenza, pratica e teorica, che permette ai singoli di scegliere consapevolmente e individualmente valori che non ammettono la violenza, risolvono pacificamente i conflitti e sostengono la cultura della pace. 

Per davvero comprendere l’importanza dell’educazione al disarmo bisogna considerarla, con un’ampia prospettiva, come parte integrante di un’educazione alla globalità che è formata dall’istruzione alla risoluzione dei conflitti, la comunicazione, la comprensione interculturale, la tolleranza della diversità, la nonviolenza, la giustizia economica, la parità di genere e la tutela dell’ambiente. E’ solo attraverso l’impegno costante e condiviso che richiede l’educazione verso questi temi, che le generazioni future cresceranno non solo estranee al terrore degli attacchi nucleari, ma totalmente estranee al concetto di arma e di guerra come alternativa alla risoluzione di un conflitto. 

Per fortuna esempi di questa cultura di pace al giorno d’oggi stanno diventando sempre più frequenti. 

Uno di questi, seppur in una realtà molto ristretta, si può trovare nel villaggio di Neve Shalom-Wahat Al Salam dove il padre Bruno Hussar alla fine degli anni ‘70 semplicemente fornendo alle persone che erano succubi del conflitto tra ebrei e palestinesi uno spazio in cui condividere la propria quotidianità, è riuscito a creare un’oasi di pace (traduzione letterale dall’ebraico e dall’arabo di Neve Shalom- Wahat Al Salam). 

Tra i servizi basici che il padre ha messo a disposizione di questo spazio c’è quello all’educazione. Un’educazione che non solo è impartita in diverse lingue così da far acquisire fin dai primi anni ai bambini la consapevolezza delle loro specifiche culture, identità e tradizioni, ma anche totalmente immersa in un’atmosfera di tolleranza e apertura che stimola negli alunni la reciproca comprensione e accettazione. 

L’educazione aperta a tutti nella Scuola di Pace di Neve Shalom-Wahat Al Salam si basa sugli stessi obiettivi dell’educazione al disarmo ovvero:

  • imparare come pensare e non cosa pensare circa un argomento; 
  • approfondire la conoscenza dei molteplici fattori a livello locale, nazionale, regionale e globale che favoriscono o minano la pace; 
  • incoraggiare comportamenti e azioni che promuovono la pace; 
  • colmare lacune attraverso la condivisione di idee, concetti, persone, gruppi e istituzioni per promuovere la pace e la nonviolenza. 

Neve Shalom-Wahat Al Salam rappresenta per tutte quelle persone ormai disilluse all’idea che il mondo possa essere un luogo di pace, una prova tangibile di un futuro senza armi, in cui ci si “difende” solo attraverso il dialogo, la comprensione, l’interazione e il confronto.

Per la redazione

Sara Palumbo

Shalom-Wahat Al Salam: Un villaggio dove palestinesi e israeliani vivono in pace

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