IL PATRIMONIO DELL’AMAZZONIA

18 Ottobre 2022
IL PATRIMONIO DELL’AMAZZONIA

L’Amazzonia rientra, con una superficie pari a 1/25 delle terre emerse del pianeta, tra i luoghi più grandiosi e simbolici dell’intero continente latino-americano: essa si estende infatti per circa 6 milioni km2 nella parte nord-occidentale del Brasile e abbraccia stati come Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Guyana e Venezuela, proponendo una variegata composizione di flora e fauna lungo tutto il territorio. Questa vasta macroregione geografica dell’America Latina è caratterizzata dalla foresta amazzonica, la più antica tra le foreste pluviali presenti sul pianeta, tra le quali conseguentemente detiene il primato di essere la più estesa, tanto da essere definita con frequenza ormai quotidiana in coda ad ogni report sui cambiamenti climatici come il polmone verde della Terra.

Solo per il fatto di ospitare 1/3 delle riserve mondiali di foreste dense di latifoglie che hanno avuto origine ben 55 milioni di anni fa, mentre il resto della regione ha assunto l’attuale conformazione solamente dopo l’era glaciale, la foresta amazzonica è universalmente riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Questo non solo per la bellezza dei suoi paesaggi o per la vasta gamma di specie animali e vegetali che la popolano, ma anche e soprattutto per la presenza di tribù indigene che hanno vissuto, e continuato a vivere, quelle aree della foresta, proprio dove le loro tradizioni folkloristiche e rituali religiosi si sono forgiati e tramandati nel corso dei secoli.

La valle del Javari in Brasile, regione isolata nel mezzo dell’Amazzonia che prende dal nome proprio dall’immenso fiume che la attraversa, è famosa in quanto ospita la più ricca concentrazione di popoli incontaminati al mondo: una quindicina di tribù composte dai trecento ai cinquecento membri che vivono nelle zone più fitte della foresta pluviale.

Per rendere meglio l’idea sulle problematiche dei popoli di questa regione, è bene ricordare che, non avendo mai avuto contatto con persone provenienti dal mondo esterno, anche solo un unico incontro potrebbe esporli a rischi di contagio che si rivelerebbe fatale a causa del loro sistema immunitario reso vulnerabile dal millenario isolamento.

Tra questi gruppi vi è il popolo dei Korubi, presenti presumibilmente nell’area nordorientale di questa regione che si espande anche oltre i confini del Perù.

Purtroppo, da quando Jair Bolsonaro è diventato presidente del Brasile nel gennaio 2019 le cosiddette “tribù incontattate” che popolano l’Amazonas sono costantemente oggetto di tentativi di assimilazione da parte del governo centrale di Brasilia: un esempio di questa politica è il disegno di legge “PL 490” che conferirebbe alle autorità federate o municipali brasiliane di poter entrare in contatto con i gruppi più isolati, in quanto non sarebbe considerato più valido il meccanismo legale che riconosce come protette le terre dove sono residenti i gruppi isolati.

Bolsonaro si fa così promotore di un’azione sconsiderata non solo ai fini della sostenibilità ambientale ma di dubbia utilità sociale introducendo conflittualità tali da far trasparire che stia esclusivamente favorendo gli interessi espansionisti delle lobby agrarie ed evangeliche, delle quali si erge a difensore.

Sitografia:

https://www.internazionale.it/magazine/bruno-meyerfeld/2021/11/18/l-amazzonia-invasa-dai-predicatori

https://www.treccani.it/enciclopedia/amazzonia_%28Enciclopedia-Italiana%29/#:~:text=L’A.,Suriname%20e%20la%20Guiana%20Francese.

di Lorenzo Mazzone

di La redazione
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