Skip to main content

Eirenefest 2024: verso un mondo nonviolento

25 Giugno 2024
Eirenefest 2024: verso un mondo nonviolento

L’edizione del 2024 dell’Eirenefest, il festival del libro per la pace e per la nonviolenza, ha accolto il CESC Project nel comitato promotore e nella presentazione di due tavole rotonde sul tema dell’obiezione di coscienza e sull’illustrazione di alcuni progetti che vedono coinvolti gli operatori nei Corpi Civili di Pace. Durante le tavole rotonde sono stati proposti dei libri sugli argomenti esposti, introdotti dagli stessi autori presenti all’evento.

Il festival si è tenuto dal 31 maggio al 2 giugno 2024 nel quartiere San Lorenzo a Roma, mentre le due tavole rotonde del CESC Project si sono svolte la mattina di sabato 1° giugno, ospitate nella sede ENGIM in Via degli Etruschi, 7. 

La prima tavola rotonda, dal titolo L’obiezione di coscienza alla guerra come valore fondativo della cittadinanza globale”, ha visto come moderatore Fabrizio Ferraro, Presidente del CESC Project. Dopo una breve presentazione di Olivier Turquet del comitato promotore, siamo entrati nel vivo dell’incontro, iniziando con una breve introduzione sulla rivista web “appuntidipace.it”. Successivamente, è intervenuto Claudio Pozzi raccontando la sua esperienza come obiettore di coscienza al servizio militare: il tempo passato nel carcere a Gaeta e le attività svolte fino all’approvazione della legge nel 1972. Nel tempo, Pozzi ha raccolto e conservato le lettere di solidarietà che ha ricevuto in carcere, i volantini, i manifesti e le circolari, tutti documenti che, nel cinquantesimo anniversario dall’approvazione della legge, nel 2022, ha deciso di condividere sul sito “obiezionedicoscienza.org”, per l’importante valenza storica che essi hanno. Il sito è tuttora attivo e Claudio Pozzi è aiutato nella gestione dal CESC Project. Esso riceve abitualmente documenti da chiunque decida di condividere e rendere pubblici i materiali che possiede. Dopo di lui, si siede al tavolo Mario Pizzola, che, intervistato da Elisabetta Di Cicco di “appuntidipace.it”, presenta il suo libro “La sporca pace – la mia obiezione di coscienza”, un libro che racconta la sua posizione e la sua storia. Durante il dialogo racconta come questo titolo derivi dalla risposta di una giornalista a una lettera inviata dallo stesso Pizzola, in cui contestava l’idea di patria che veniva esaltata dal giornale secondo cui “tutte le guerre combattute dal nostro Paese sono state guerre gloriose” dicendo che le guerre di aggressione non potevano di certo essere definite “gloriose”. La giornalista rispose descrivendo, appunto, il concetto di pace espresso da Pizzola come una “sporca pace, di imbecilli, di vigliacchi e di vermi”. Il titolo è stato scelto, però, per indicare che la concezione che si ha del pacifista non è cambiata e che il potere costituito continua a “demonizzare” il pacifismo. L’ultimo autore ospite della prima tavola rotonda è stato Guido Montani, che ha presentato quattro tesi prendendo spunto dal suo libro “Antropocene, nazionalismo e cosmopolitismo – prospettive per i cittadini del mondo”:

  1. Obiezione di coscienza, ecopacifismo e federalismo sono aspetti diversi di un unico impegno culturale e politico;
  2. Oggi, i movimenti ecopacifisti dovrebbero battersi per affermare il diritto di non uccidere come via maestra verso la pacificazione internazionale;
  3. Includere il diritto di non uccidere nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è il primo passo verso il disarmo mondiale;
  4. Per realizzare il disarmo universale è necessaria una legislazione mondiale che regoli le controversie tra stati sulla base di una Corte di Giustizia mondiale e di una forza di polizia sovranazionale che faccia rispettare le sentenze della Corte.

La seconda tavola rotonda, dal titolo Cittadini del mondo nonviolento. Dall’obiezione di coscienza al servizio militare ai Corpi Civili di Pace, ha visto come moderatore Rossano Salvatore, Vicepresidente del CESC Project. I primi ospiti sono stati Alessandro Ricci e Andrea Pantarelli, autori, insieme a Giovanni Esperti, di Il coraggio della pace – 50 anni di nonviolenza e di diritti civili”. Alessandro Ricci inizia il dialogo elencando alcune interviste che hanno eseguito per portare a termine una parte del lavoro per la stesura del libro, come Mao Valpiana e Antonio Riva, per esempio. Partendo da queste interviste hanno poi impostato il testo su un discorso storico e hanno cercato di ricostruire una “fotografia del momento”, dice, “ricercando le varie correnti che erano parte del mondo pacifista e nonviolento e i vari punti di contatto”. In seguito, interviene Andrea Pantarelli raccontando l’esperienza personale del servizio civile svolto presso Archivio Disarmo e sottolineando quanto il ruolo dei giovani che partecipano al servizio civile sia “un valore aggiunto perché”, spiega, “è come se gli enti che ospitano i giovani del servizio civile avessero un collegamento costante con la società”. Infine, Rossano Salvatore ha tenuto un dialogo in collegamento con l’Argentina per il progetto Nunca Màs con le operatrici dei Corpi Civili di Pace Ylenia De Ricciardis, Marco Sarti, Eleonora Vita, Giulia Caratozzolo e in collegamento con l’Ecuador per il progetto Difendiamo la Madre Terra con le operatrici dei Corpi Civili di Pace Sara Palumbo e Alison Zago. Entrambi i gruppi hanno tenuto una breve presentazione sul proprio percorso e hanno successivamente illustrato in che cosa consiste il progetto a cui stanno attualmente partecipando. In Argentina i ragazzi realizzano un lavoro di archivio per trovare e catalogare documenti che aiutino a rivalutare la memoria collettiva del Paese per il periodo che va dal 1976 al 1983, quando l’Argentina era governata da una dittatura violenta e sanguinaria. Lo scopo del progetto è promuovere il rispetto dei diritti umani e il processo di democratizzazione nel Paese. Le ragazze in Ecuador portano avanti, invece, un lavoro di difesa dei diritti della natura, aiutando le popolazioni ecuadoregne a salvaguardare l’ambiente e la biodiversità del territorio. Esse hanno mostrato con delle foto alcune delle tecniche utilizzabili per esempio per migliorare le coltivazioni o per verificare la qualità dell’acqua.

Alla fine, vogliamo concludere utilizzando le parole di Mario Pizzola: “il mondo di domani dipende dalle scelte non più rinviabili di oggi. Fare pace con i nostri simili e fare pace con la natura sono le due grandi sfide del secolo”.

L’Eirenefest e il CESC Project si sono dati appuntamento al prossimo anno con nuovi eventi per continuare a sensibilizzare e approfondire le sfide del secolo ricordate da Mario Pizzola.

Per la redazione

Nicoletta Capotorto

Eirene – Canto scout

Rubriche
Appunti di vista
Lascia un commento

Rispondi

Rimani aggiornato con i nostri eventi
Iscriviti alla Newsletter di Appunti di Pace