“OGNUNO È UN CANTASTORIA”

16 Agosto 2022
<strong>“OGNUNO È UN CANTASTORIA”</strong>

– La testimonianza di Alessio

Alessio ha partecipato al progetto di servizio civile Cuore Pulsante presso l’Università di Roma Tor Vergata. Durante questo anno ha fornito assistenza e supporto presso la biblioteca di Lettere e Filosofia e sostegno e supporto in aula per studenti disabili e DSA, in collaborazione con il CARIS (Commissione d’Ateneo per l’Inclusione degli Studenti con disabilità e DSA).
Il suo servizio, quindi, ha avuto aspetti diversi e ce li ha raccontati rispondendo a qualche domanda.

In che modo, secondo te, il tuo servizio ha contribuito alla costruzione della pace e alla diffusione della Nonviolenza?

Credo che non tutto il mio servizio civile abbia contribuito direttamente alla diffusione della nonviolenza, ma non perché esso fosse l’opposto ma perché non sempre ho avuto occasioni per creare un vero contesto di quiete essendo suddiviso in varie attività. In una tra queste però ho visto realizzarsi quell’atmosfera di pace “mentale”, difficile da trovarsi nella quotidianità di tutti i giorni. Aiutando ragazzi a studiare, fare esami, prendere appunti, leggere sotto gli alberi. Ecco, tutto questo ha creato realmente e praticamente uno spazio di pace che per due ore al giorno si donava a me e ai ragazzi che seguivo.

In che modo questo anno di SC ti è stato utile e ti arricchito come giovane?

Questi trecentosessantacinque giorni al SC mi hanno arricchito in quanto ho capito che non tutti i luoghi di lavoro, volontariato, collaborazione, ecc. devono essere per forza degli spazi di ansia, terrore, pressione. Ho collaborato con persone ragionevoli, coinvolte in progetti di vario genere e soprattutto è stato un piacere enorme aiutare altre persone nelle loro attività non direttamente incluse tra i miei interessi.

C’è un episodio in particolare che ti piacerebbe raccontare?

Più che un episodio mi è rimasta impressa la gioia che ha provato un ragazzo che seguivo durante il periodo di natale. Fuori dal SC siamo andati al cinema con dei suoi amici e lui era così contento di vedermi al di là di quel contesto e comunque vicino a lui come un amico e non solo come un volontario.

C’è una parola o una canzone o altro che assoceresti a quest’esperienza/che ritieni rappresentativa di quest’esperienza?

Ascolterei volentieri “Sempre” di Gabriella Ferri perché quel “sempre” che canta mi ricorda ciò che ho fatto ogni giorno con i ragazzi e il tragitto per arrivare da loro e il fatto che ora sia passata e conclusa come esperienza.

di La redazione
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