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SULMONA E IL SERVIZIO CIVILE, DAGLI ANNI ‘60 AD OGGI

13 Dicembre 2022
SULMONA E IL SERVIZIO CIVILE, DAGLI ANNI ‘60 AD OGGI


Intervista Riccardo Verrocchi

Il 19 Agosto 2022 la redazione di Appunti di Pace ha avuto il piacere di conoscere e intervistare Riccardo Verrocchi, coordinatore del Servizio Civile presso La Cooperativa Sociale Horizon Service con sede a Sulmona, Coordinatore Nazionale di Generazioni Legacoop, il network giovanile di Legacoop Nazionale e referente del Servizio Civile di Legacoop Abruzzo.

Attualmente gli operatori volontari della cooperativa sono impegnati nei progetti promossi dal CSV Abruzzo sulla storia dell’Obiezione di coscienza al servizio militare e del servizio civile, sulla digitalizzazione dell’archivio personale di Mario Pizzola, sull’accoglienza dei minori presso la Comunità Educativa per Minori “CasaGaia” per minori a Cansano, l’accoglienza di famiglie migranti nel progetto SAI “Maiella Accoglie”, sulla protezione delle donne vittime di violenza accolte nel Centro Antiviolenza “La Libellula” di Sulmona e nella struttura rifugio “La Casa delle Donne”, sul servizio di welfare leggero a favore degli utenti della Cooperativa dove si sperimenterà un nuovo servizio per garantire una mobilità sostenibile per anziani e disabili avvalendosi di una bicicletta con pedalata assistita dotata di pedana per il trasporto di carrozzine.

Inoltre, Riccardo, si trova impegnato da più di dieci anni nelle questioni legate alle Madri de Plaza de Mayo, con cui il gruppo di appoggio italiano ha un gemellaggio e una partnership che permette a giovani volontari di andare in Argentina soprattutto in occasione dell’anniversario che cade ogni 30 aprile.

La prima domanda fatta a Riccardo riguarda il perché del suo interesse nei confronti delle Madri de Plaza de Mayo nella sua tesi di Laurea.

Avendo dimostrato particolare interesse per i diritti umani e la storia dell’America Latina Riccardo ricorda che << […] Ho conosciuto e avuto la fortuna di conoscere la storia delle Madri di Plaza de Mayo abbastanza presto, rispetto agli ultimi anni in cui andava poi anche diffondendosi, tramite un mio amico di Pescara che già lavorava con loro e con altre realtà dell’America Latina >> inoltre, ha aggiunto qualche informazione riguardo la loro storia << […] Mi ha affascinato per un semplice motivo, si parlava di ragazzi della mia età fatti sparire dalla dittatura senza un motivo reale ma solo perché erano impegnati nel sociale, nelle periferie argentine, nei posti di lavoro, nelle scuole e nell’università non trattandosi necessariamente di un attivismo politico ma anche di un attivismo di tipo religioso. Mi colpiva come ragazzi di 14/15 anni facendo della politica sociale e culturale potessero sparire e non tornare più a casa; quindi, mi sono sentito affascinato da questa storia e stupito nel vedere come delle madri abbiano trasformato questo dolore della perdita in lotta. >>

Seguendo il racconto Riccardo si è soffermato su come le Madri de Plaza de Mayo combattono lo stereotipo dell’uomo come punto di riferimento delle lotte “[…] Ho scoperto questa cosa studiando e approfondendo loro e le loro relazioni. Le lotte che hanno portato più frutti sono quelle portate avanti dalle donne. Mi colpiva proprio questo fatto, che una madre perdeva il figlio e a differenza del padre che magari accusava il colpo, la madre ha avuto il coraggio di trasformare quel dolore in una lotta che continua ancora oggi”.

Ha aggiunto inoltre di aver avuto la possibilità di conoscerle e di averle accompagnate in vari viaggi in Italia, tra cui quello durante il quale sono state ricevute dal Papa nel 2016.

La seconda domanda diretta a Riccardo riguarda il suo rapporto con la scrittura dopo che della sua tesi ne è stato fatto un libro.

La sua risposta lascia trasparire la passione che impiega nella stesura dei testi “[…] La scrittura è ancora la mia passione, diciamo che uno dei miei sogni non realizzati era quello di diventare giornalista, poi c’è stato il corso degli eventi, quindi diciamo che scrivo un po’ per passione e per diletto […] però diciamo che scrivere delle Madri de Plaza de Mayo in Argentina mi viene sempre molto più facile.” Continua poi dicendo “Occupandomi dell’ufficio di comunicazione e stampa della Cooperativa scrivo molto nel mio settore di competenza, quindi di sociale, welfare, movimento cooperativo e ricambio generazionale.”

Ha poi approfondito la questione del mutualismo affermando “[…] Un ultimo articolo che ho scritto proprio di recente è sul mutualismo come nuova forma relazionale alla base di una nuova società e di una nuova economia; di recente nell’ambito dell’Academy dei giovani cooperatori italiani abbiamo incontrato Sarah Horowitz che è una delle maggiori esponenti del mutualismo negli Stati Uniti e che sta creando una rete di mutualismo a livello mondiale”

Nell’ultima domanda ci si è concentrati sul 50esimo anniversario della legge sull’Obiezione di Coscienza al Servizio Militare e del Servizio Civile, domandandogli in seguito quali progetti si realizzeranno nella zona dell’Abruzzo in cui opera.

“Stiamo partecipando al progetto coordinato e presentato dal CSV Lazio e dal CSV Abruzzo. In Cooperativa ci occupiamo di recupero della memoria sull’obiezione di coscienza locale già dagli anni 2015/2016. Volontario impegnato nel progetto è il giovane Alex Filippi che ospitiamo ogni giorno in sede”

Richiama poi l’importanza nel rendere la rete del 50esimo sempre più ampia conoscendo altri enti che già portano avanti diversi lavori e continua dicendo: “L’aspettativa grande è questa, sarebbe il lascito, perché poi mi piace sempre parlare di lascito rispetto alle cose che facciamo. Perché è giusto celebrare il 50esimo ed è giusto farlo per la nostra ampia visione, però ci deve lasciare una rete nuova su cui lavorare sulle questioni legate al Servizio Civile e all’Obiezione di Coscienza. Diciamo che noi siamo molto motivati per questo progetto, perché è l’occasione per noi di vedere volontari e capire cosa ha generato il servizio civile”

Viene poi fatto presente quanto la memoria sia importante “L’altro aspetto è quello della memoria; se noi riusciamo veramente a portare a casa una pubblicazione su Mario Pizzola o la pubblicazione degli atti del convegno di Sulmona del 1971 sarebbe un gran bel successo. Se si riesce poi a digitalizzare anche l’archivio personale di Mario Pizzola, riusciremo a rendere pubblici una serie di documenti chiave di quella storia per metterla a disposizione dei ragazzi in Servizio Civile, dei ricercatori e degli storici non solo abruzzesi, ma a livello nazionale. Faremmo un grande lavoro di restituzione alla cultura italiana. I prossimi step del progetto sono proprio questi, chiudiamo gli atti di quel convegno e ricominciamo a digitalizzare”.

Per leggere la seconda parte resta collegat*.

Di Giulia Ruggeri

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