Andrea, sei pura gioia!
IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA è un film straziante che racconta la storia di un adolescente di cui conosciamo una gentilezza rara, una voglia di amare, di amare tutto, compresa la scuola e le sue materie, lo sport, l’amica del cuore.
Straziante per come purtroppo si è concluso il suo viaggio, ma che riporta anche e soprattutto tutta la sua gioia di vivere.
La storia di Andrea ci parla di una libertà di espressione, di un pensare senza malizia, dell’incoscienza di chi inizia a vivere e vuole farlo a pieno, senza freni, in verità.
Una storia semplice, di un ragazzo come tutti noi, che va a scuola, che fa amicizia, che studia, che ha dei genitori che litigano. Un ragazzino coraggioso, che si esprime in libertà, che vuole vivere i suoi pensieri, condividerli, e normalmente esprimerli. Perché è fondamentale capire sin dalla scuola primaria, che ognuno di noi ha il diritto di esprimersi, e che è strano solo che non lo riconosce e non il contrario.
Nel film a un certo punto questa libertà, semplicemente diventa l’inizio di un attacco di bullismo, e sulla lavagna della classe appare la scritta ANDREA CHECCA.
Andrea finisce le medie a pieni voti, un bel 10. Lui appare felice, gioioso.
Inizia il Liceo, e i pantaloni in regalo escono rosa dalla lavatrice, la mamma si dispiace, ma lui li adora, e ci va a scuola. Gesto semplicissimo e normale, diciamolo, non c’è colore che abbia destinazione per un maschio o una femmina, o almeno, per fortuna ora lo abbiamo capito. Purtroppo questo fu indizio di discriminazione e di bullismo.
Ma come afferma Andrea in una sua riflessione, l’adolescenza è un periodo tostissimo, in cui si rischia di credere che tutto sia infinitamente bello o infinitamente tremendo. E ora sappiamo che pure questo è falso. Ma l’adolescenza amplifica le emozioni, e la gioia di vivere si può trasformare in tragedia in poco tempo.
Andrea si fida proprio di quelle persone che nel film passano con lui i momenti di gioco e di svago e di scherzo, e di compagnia, e mai qualcosa gli avrebbe suggerito di non fidarsi delle loro parole. Peccato che quel gruppo di ragazzini, con a capo un certo Cristian, per cui Andrea aveva una passione dall’inizio, avevano capito molto bene che Andrea era di parola, che si fidava di loro.
Andrea viene deriso davanti tutta la scuola nel modo più squallido, trascinandolo con la finta amicizia, con il finto accordo per un qualcosa da fare tutti insieme, e che invece, sarà l’evento forse più traumatico della sua esistenza.
La scuola poi ricomincia, e si vede come la violenza diviene sempre più forte, compreso il senso di tradimento, per gli amici che lui credeva del passato, che poi diventano abili nel maneggiare la violenza.
Cade un occhiale per terra, é quello di Andrea.
Iniziano i video, le foto, i commenti sui social, e la pagina facebook che lo deride quotidianamente.
Di tutta questa storia Andrea rappresenta sicuramente la forza della verità. Di un ragazzino che non scende a compromessi per piacere agli altri, che ha la volontà di restare fedele a se stesso e questo noi dobbiamo prenderlo come insegnamento.
I veri deboli di questa storia sono i ragazzi che cadono nella tentazione del male, che cadono nella trappola dell’insulto fatto a gratis, perché poi tutto questo senso non ce l’ha discriminare qualcuno per un paio di pantaloni o per uno smalto.
Purtroppo ci ha rimesso la vita di Andrea, che non ha retto nel credere che tutto questo dolore potesse restare infinitamente tremendo.
Andrea sei un esempio di coraggio, di bontà d’animo, di amicizia, di amore.
Non può esistere nelle scuole questo tipo di violenza e sarà sempre più dura contrastare il fenomeno del bullismo e della discriminazione di tipo omofoba a causa dei social e del loro facile utilizzo anche in questo senso.
Sono peró molto fiduciosa che almeno possano aumentare le persone che nel nostro quotidiano possano avere un po’ della tua sensibilità Andrea.
Grazie.
Per la Redazione
Francesca Drago
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