La cooperazione allo sviluppo come promozione della Conoscenza e della Pace. Gli esempi di We World, Avsi ed Emergency.
La cooperazione allo sviluppo è parte integrante della politica estera italiana, ed è in quest’ambito gestita dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per mezzo della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. Le iniziative italiane si focalizzano principalmente sul continente africano. Il Ministero degli Esteri, inoltre, ha il compito di riconoscere le ONG che possono occuparsi di cooperazione internazionale, come previsto dalla Legge 38 del 1979.
Tra le principali organizzazioni non governative italiane attive nell’ambito, è da ricordare WeWorld, nata nel 2018 dall’unione tra WeWorld Onlus (fondata nel 1999 a Milano) e l’ONG GVC (costituita a Bologna nel 1971). We World si pone come principale obiettivo il raggiungimento dei target segnati dall’Agenda 2030.
I suoi principali campi d’azione comprendono: Sostegno ai diritti umani; Fornitura di aiuti umanitari; Contrasto alla malnutrizione; Garanzia di acqua e servizi igienico-sanitari; Promozione di salute e benessere; Istruzione ed educazione; Sviluppo socio-economico;Protezione ambientale; Educazione alla cittadinanza globale.
Tra le sue campagne di maggiore impatto, quella lanciata nel 2017 in prossimità della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, realizzata insieme alla Lega Nazionale Professionisti Serie A.
Sempre nell’ambito della cooperazione italiana allo sviluppo, emerge un’altra importante realtà: la Fondazione AVSI, presente in Africa, America Latina, Caraibi, Est Europa, Medio Oriente e Asia con programmi ispirati alla Dottrina Sociale della Chiesa.
L’AVSI si propone di partire dal valore intrinseco della persona, considerata sempre nel suo contesto famigliare e comunitario, riconoscendone l’esperienza umana. La fondazione dà grande importanza, nel suo lavoro, al ruolo di beneficiari, fornitori, partner e donatori. Rifiuta metodi ‘pre-confezionati’, preferendo intervenire caso per caso.
L’AVSI riceve finanziamenti dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dal Governo Italiano. Il Ministero degli Esteri l’ha riconosciuta come organizzazione non governativa nel 1973, e dal 1996 fa parte del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite; ha inoltre status consultivo presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo dell’Industria, è nella Special List dell’Organizzazione Internazionale dell’Onu per il lavoro, ed è autorizzata a occuparsi di adozioni internazionali. Tra i suoi progetti più importanti è possibile ricordare The Sky Over Kibera, messa in scena della Divina Commedia a Nairobi, a opera del regista Mario Martinelli.
Forse, però, la realtà italiana più importante è quella di Emergency, associazione fondata a Milano nel 1994 da Gino Strada, Teresa Sarti, Carlo Garbagnati e Giulio Cristoffanini. Emergency è stata riconosciuta come organizzazione non lucrativa di utilità sociale nel 1998 e come organizzazione non governativa nel 1999. Ha anch’essa statuto consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite dal 2015. Emergency è nota per il suo impegno a difesa dei diritti umani e del diritto universale a essere curati.
Emergency è attiva in Afghanistan, Iraq, Repubblica Centrafricana e Sierra Leone. Tra i vari interventi realizzati, Emergency ha costruito e gestito ospedali, centri pediatrici e poliambulatori, tra cui il Centro ‘Salam’ del Sudan, specializzato in cardiochirurgia. Questo centro opera gratuitamente pazienti provenienti dall’intera Africa, ed è il centro di una rete di strutture cardiologiche; nelle strutture periferiche i pazienti vengono sottoposti a screening, per poi essere operati al Salam. Nel 2009 Emergency ha promosso l’istituzione dell’ANME (African Network of Medical Excellence).
È evidente come, grazie alle sue numerose organizzazioni – siano esse caratterizzate da un operato tecnicamente accurato, dall’attenzione all’etica e alla moralità tradizionali, o da un impegno eroico e militante – l’Italia sia oggi un grande attore nella cooperazione allo sviluppo.
Ora, è il momento di risolverne i problemi di finanziamento, per renderla un’eccellenza nello scenario mondiale.
Per la redazione
Christian Trevisti
Emegency
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