Skip to main content

Sanremo, le canzoni sulla pace e la nonviolenza presentate nel Festival della Canzone Italiana dal 1987 a oggi

25 Febbraio 2025
Sanremo, le canzoni sulla pace e la nonviolenza presentate nel Festival della Canzone Italiana dal 1987 a oggi

È terminata da una settimana la 75° edizione del Festival di Sanremo che ha visto la vittoria del genovese Olly con la sua “Balorda Nostalgia”. Quest’anno non sono state molte le canzoni che hanno portato sul palco dell’Ariston tematiche sociali o brani che contenessero messaggi di pace in relazione ai conflitti in corso. In tutta la storia sanremese però ci sono stati molti artisti in gara che hanno dedicato parole importanti sul tema della guerra evocando immagini molto forti che hanno sensibilizzato le persone alla pace e alla nonviolenza. 


Onda Alta, Dargen d’Amico, Sanremo 2024

C’è una guerra di cuscini/Ma cuscini un po’ pesanti/Se la guerra è dei bambini/La colpa è di tutti quanti”. Così recitano le strofe di Onda Alta, il brano con cui il rapper e cantautore Dargen D’amico nel 2024 ha portato sull’Ariston il tema delle migrazioni e delle guerre. Con questa canzone, l’artista ha voluto fotografare la realtà dei migranti che fuggono dai loro paesi in guerra mettendo in rischio la loro vita in mare.

Casa mia, Ghali, Sanremo 2024

Una tra le canzoni che più tra tutte è diventata un vero e proprio caso mediatico è stata Casa mia di Ghali, portata all’Ariston nel 2024. Il brano, anche grazie agli slogan lanciati da Ghali prima e dopo le sue esibizioni che incitavano allo STOP al genocidio palestinese, è diventato un inno al pacifismo per le ultime generazioni. La canzone affronta la tematica dell’uguaglianza, della povertà e del concetto di senso di appartenenza.

Tango, Tananai, Sanremo 2023

Con Tango Tananai ha voluto portare alla luce una storia d’amore durante la guerra in Ucraina del 2022, descrivendo un legame privato di ogni romanticizzazione e raccontandolo in tutta l’atrocità che la guerra porta con sé. Il video ufficiale della canzone rende molto più chiaro il significato del testo. Il videoclip mostra infatti la storia di Olga, Maxim e la loro figlia Liza, originari di Smolino, un insediamento operaio della Russia europea centro-orientale. Le loro vite sono quelle di una normale famiglia, fino a quando Maxim non parte come soldato, sua moglie Olga resta sola con Liza e la coppia è costretta a separarsi. Il brano allude al fatto che il destino, e anche la guerra, portano le vite a intrecciarsi in modo diverso e spesso ad allontanare le persone, il risultato di questi moti fisici è una sorta di danza simile al tango. “Tra le palazzine a fuoco la tua voce riconosco, noi non siamo come loro, è meglio che non rimani qui, io tornerò un lunedì, ma non è mai lunedì.” 

Non mi avete fatto niente, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Sanremo 2018

Il duo Ermal Meta e Fabrizio Moro, vincitori della 68° edizione del Festival di Sanremo, nel 2018 convinse i telespettatori con un brano molto toccante. Il testo traeva ispirazione dagli episodi di terrorismo degli anni precedenti, come gli attentati a Parigi nel 2015, Nizza nel 2016, Manchester e Barcellona nel 2017 e molti altri episodi. La canzone, scritta a quattro mani con la collaborazione di Andrea Febo, si sofferma sulla paura che provoca il terrorismo e sulla forza dei superstiti. Il brano si è ispirato infatti anche alla lettera scritta dal giornalista Antoine Leiris che ha perso la moglie a Parigi e ha voluto manifestare la sua fermezza d’animo scrivendo che non avrebbe mai offerto il suo odio agli attentatori. I due artisti hanno portato all’Ariston un pezzo di incredibile attualità che aveva come scopo quello di trasmettere forza alle persone che vivevano nel terrore per questi continui attacchi e di non arrendersi alla paura. 

Canzone fra le guerre, Antonella Ruggiero, Sanremo 2007

Il brano portato a Sanremo nel 2007 da Antonella Ruggiero, Canzone fra le guerre, è una preghiera di una madre che vuole salvare il figlio dai dolori dei conflitti. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una poesia di Ungaretti, come Veglia, poiché descrive la scena di una donna che si trova accanto a dei corpi martoriati, durante la notte, e cerca di nascondere dalla vista del figlio questo scenario tragico. 

La ballata di Gino, Khorakhanè, Sanremo 2007

I Khorakhanè, gruppo folk rock nato come tribute band di Fabrizio De Andrè, parteciparono al Festival nel 2007 con un brano che raccontava la storia di un disertore pacifista che fugge dalla guerra. Il brano ha un sound molto popolare e folkloristiko e la storia narrata trae ispirazione da un amico del gruppo che durante la seconda guerra mondiale venne inviato in guerra e messo su un treno contro la sua forza, ma lui, un convinto pacifista, scese dal treno in piena notte.

Dove si va, I Nomadi, Sanremo 2006

Il brano con cui i Nomadi si sono presentati al 56° Festival di Sanremo, al secondo posto nella classifica finale, è la lettera di un padre che fa il reporter di guerra indirizzata a suo figlio. Nel testo, il padre si interroga sui suoi gesti e sull’impossibilità di raccontare al figlio tutte le atrocità che sta vedendo al fronte. Protagonista del brano è però la speranza sia nel rivedere il figlio e sia nella fine della tragedia che ha intorno a sé. “Sai, il tempo è scivolato via/Ma non è stato tutto inutile/Io, saprò vederti crescere/È una promessa che non mancherò”.

Bambini, Paola Turci, Sanremo 1989

Con la vittoria nella categoria Emergenti nella 39° edizione del Festival di Sanremo, grazie al suo brano, Bambini, Paola Turci ha visto spalancarsi le porte del successo. Il testo mette in luce le difficili condizioni che alcuni bambini del mondo sono costretti a vivere, atroci diseguaglianze che segnano per sempre la loro infanzia a causa delle azioni degli adulti. Nel brano vengono menzionati i bambini soldato, i bambini usati per il traffico di droghe, bambini abbandonati e costretti ad affrontare guerre di cui non capiscono le origini. Col tempo la canzone di Paola Turci è diventata un simbolo in musica per parlare dei diritti dell’infanzia. 

Si può dare di più, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi, Sanremo 1987

Primo posto nella classifica finale, Si può dare di più, nasce dal clima di solidarietà per sensibilizzare le persone alla presa di coscienza delle guerre che perpetravano dall’altra parte del mondo. Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi invitano tutti a fare di più per aiutare gli altri. L’obiettivo degli autori era di rendere la canzone una versione italiana delle canzoni We are the World. “Perché la guerra, la carestia/Non sono scene viste in TV/E non puoi dire “lascia che sia”/Perché ne avresti un po’ colpa anche tu/Si può dare di più, perché è dentro di noi/Si può dare di più senza essere eroi/Come fare non so, non lo sai neanche tu/Ma di certo si può dare di più”.

Se ricordi altre canzoni portate a Sanremo che parlano di pace e nonviolenza, scrivici un commento!

Per la Redazione

Elisabetta Di Cicco

Rubriche
Appunti di vista
Lascia un commento

Rispondi

Rimani aggiornato con i nostri eventi
Iscriviti alla Newsletter di Appunti di Pace