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Giornata mondiale contro la pena di morte

22 Ottobre 2024
Giornata mondiale contro la pena di morte

«L’uso peggiore che si possa fare di un uomo è quello di impiccarlo».

 No, non ho alcun rispetto per la pena di morte. 

Si tratta di un’azione sporca, che non degrada solo i cani da forca 

pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, 

la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. 

La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità.

(Jack London)

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro la pena di morte, una ricorrenza che persegue l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’abolizione della pena capitale. Nel 2003 la Coalizione contro la pena di morte (World Coalition Against the Death Penalty), una rete di oltre 180 organizzazioni non a scopo di lucro, ha spinto alla creazione di una data per la commemorazione. Nella loro prima dichiarazione infatti, i firmatari si erano impegnati a “creare un coordinamento mondiale di associazioni e attivisti abolizionisti, il cui primo obiettivo sarà quello di lanciare una giornata mondiale per l’abolizione universale della pena di morte”. La ricorrenza viene sostenuta da molte altre ONG, come l’Unione africana, Amnesty International, l’Unione Europea e le Nazioni Unite.

Celebrare la giornata mondiale contro la pena di morte significa anche aprire lo sguardo verso i paesi che ancora adottano questo tipo di punizione. In occasione della celebrazione di quest’anno, Amnesty International ha chiesto ai tre Stati dell’Africa subsahariana di agire subito al riguardo visto che si trovano in una situazione di stallo intorno alla decisione di abolire la pena capitale. In Kenya e Zimbabwe si sta ad esempio discutendo sulla proposta di legge per abolire la pena di morte per tutti i reati, in Gambia è già stato avviato l’iter per l’emendamento che abolisce la pena nella Costituzione. In Gambia, Zimbabwe e Kenya non si registrano casi di pena di morte negli ultimi dieci anni.

Se fino al 2014 erano ancora 98 i paesi abolizionisti, ad oggi sono 140 i paesi che hanno abolito la pena di morte, 7 erano invece i paesi che la mantenevano per reati più gravi. Sempre fino al 2014, erano 58 gli Stati che prevedevano ancora la pena capitale all’interno del proprio ordinamento giuridico. In quell’anno, ad eseguire condanne a morte sono stati: Cina, Iran, Arabia Saudita, Iraq, Stati Uniti, Sudan, Yemen, Egitto e Somalia. In Europa, ad aver mantenuto la pena di morte e ad aver ripreso le esecuzioni dopo una pausa di 10 anni è stata la Bielorussia.

Secondo un’analisi di Amnesty International, il 2023 è stato l’anno che ha visto un incremento del numero delle esecuzioni. Le condanne a morte sono state ben 2.428, il 20% in più rispetto al 2022. 

Nello scacchiere mondiale ci sono quindi paesi che hanno abolito la pena di morte per qualsiasi tipo di reato considerando tale punizione una violazione dei diritti umani, e altri Stati che invece continuano a difenderne la liceità internazionale. Sono 112 gli Stati totalmente abolizionisti, 23 Stati sono da considerarlo perché negli ultimi 10 anni non hanno eseguito condanne, 9 sono gli Stati hanno cancellato la pena capitale per reati ordinari. Sono invece in 55 i Paesi che mantengono la pena di morte, ma solo un terzo di questi continuano ad eseguire esecuzioni. Il maggior numero di esecuzioni, secondo un rapporto di Amnesty International, ha luogo nei paesi del Medio Oriente e dell’Africa del Nord, come in Iran (il 74%) e in Arabia Saudita (14%). Gli Stati Uniti, unico Paese americano a mantenere la pena di morte, si registra una diminuzione delle esecuzioni, al contrario nell’Africa subsahariana si registra un aumento delle condanne a morte e anche delle esecuzioni. La Cina resta il paese con un numero poco decifrabile di esecuzioni.

In Italia, durante la giornata contro la pena di morte, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha ribadito la sua opposizione alla pena capitale considerandola come una “punizione crudele, disumana e degradante, che nega la dignità umana e non ha valore aggiunto in termini di sicurezza e dissuasione dal crimine, mentre rende ogni errore giudiziario fatalmente irreversibile.” 

Per la Redazione

Elisabetta Di Cicco

Giornata contro la pena di morte, il mondo chiede l’abolizione:

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