Obietto dunque sono

17 Maggio 2022
Obietto dunque sono

Il 15 maggio, è la Giornata internazionale dell’Obiezione di Coscienza al servizio militare e anche il compleanno del CESC Project, per questo ci piaceva proprio ricordare questa data.

L’Obiezione di coscienza al servizio militare significa rifiutarsi di ottemperare a un dovere, imposto dall’ordinamento giuridico ma comunque contrario alle convinzioni personali.

La storia dell’obiezione di coscienza è molto lunga, ma dal 1980, il 15 maggio di ogni anno, gli attivisti di tutto il mondo si riuniscono per celebrare coloro che resistono e continuano a resistere alla guerra, rifiutandosi di far parte delle strutture militari, come insegnato da Piero Pinna e dalla sua scelta nonviolenta del 1948.
Questa data ci ricorda alcuni concetti su cui ogni tanto è utile riflettere ed in particolare ci ricorda che:

  • l’organizzazione militare si fonda su una struttura armata, gerarchica, autoritaria e addestrata ad uccidere,
  • la produzione e il commercio di armi alimenta, non solo la guerra, ma anche la criminalità, i regimi dittatoriali, i fondamentalismi e il terrorismo
  • i costi di queste strutture sono pagati con i soldi pubblici, nel caso degli Stati, o da attività illecite e criminali, nel caso delle mafie, e comunque sottratti ad altre attività che possono portare benessere alle persone e alla biosfera.

Il 15 maggio come abbiamo già detto è anche una data molto importante, perché ricorda la data di nascita dell’associazione CESC Project ci aiuta a fare memoria di questi anni passati insieme a molti giovani obiettori di coscienza e a tanti enti associati che hanno creduto nella nostra mission e, con il loro impegno e passione, ne hanno approfondito le istanze e allargato gli orizzonti.

Ventidue anni di impegno civico, politico e sociale, nella promozione e diffusione del Servizio Civile, in Italia e all’Estero.

Ventidue anni di costanza nella costruzione di una cittadinanza consapevole e di una civiltà che fondi la propria vita sulla pace e la nonviolenza.

Ventidue anni dalla parte dei popoli, dei più fragili e degli emarginati che da sempre, nella storia delle guerre e delle violenze, sono stati e sono i più colpiti.

Ventidue anni di lavoro in rete e di squadra per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

Ventidue anni di memoria, costituiti dalla storia degli obiettori di coscienza “passati”, che ci hanno permesso di arrivare fino qui, “presenti”, che ci tengono in vita, e “futuri” che continueranno ad impegnarsi per un mondo di pace e di nonviolenza.

Ci ricorda l’ufficio stampa della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, che attualmente ci sono oltre 800 testimoni di Geova, in Corea del Sud, che hanno scelto di svolgere il servizio civile alternativo al servizio militare obbligatorio che vivono condizioni di veri e propri prigionieri, costretti a vivere e lavorare in strutture carcerarie per un periodo di 36 mesi: una durata doppia rispetto a quella del servizio militare e la più lunga al mondo prevista per il servizio civile alternativo. Il servizio civile alternativo è stato introdotto in Corea del Sud solo nel 2019. Prima di allora, per circa 65 anni, i tribunali sudcoreani hanno condannato e imprigionato più di 19.000 obiettori di coscienza, per lo più testimoni di Geova.

Buona festa dell’obiezione di coscienza a tutti voi che credete nel valore indiscusso dell’essere umano, che volete dare una possibilità alla pace e che desiderate la nonviolenza come risposta alle violenze di tutti i giorni. A partire da quelle di cui siamo causa nel nostro vivere quotidiano.

di La redazione
Rubriche
Appunti di vista
Lascia un commento

Rispondi

Rimani aggiornato con i nostri eventi
Iscriviti alla Newsletter di Appunti di Pace