SERVIZIO – 6 marzo 2001: Nasce il servizio civile nazionale

24 Novembre 2020
SERVIZIO – 6 marzo 2001: Nasce il servizio civile nazionale

                                                        La storia del Servizio Civile Nazionale affonda le sue radici nella storia

                                                         dell’obiezione di coscienza di cui è il naturale erede in un rapporto di

                                                                          continuità che non lascia né vuoti né rimpianti.

Ci sono voluti anni di battaglie e una decina di leggi per sopprimere l’obbligo di leva e riconoscere un servizio civile su base volontaria per tutti, uomini e donne. 

In Italia oggi possono prestare servizio civile su base volontaria tutti i giovani dai 18 ai 28 anni che vogliono dedicare un anno della loro vita ad attività che riguardano la solidarietà, l’inclusione sociale, la tutela del patrimonio culturale ed ambientale. Lo scopo è quello di contribuire alla difesa della Patria con mezzi e attività non militari e dare al tempo stesso un’opportunità di inserimento ai ragazzi in un’ottica di arricchimento e crescita personale che potrebbe essere importante anche per un futuro lavorativo.

Ma il percorso per arrivare al servizio civile così come lo conosciamo oggi non è stato affatto semplice. 

Dall’obiezione di coscienza ad oggi – Le tappe più significative:

  • 1972 – Nasce il diritto all’obiezione di coscienza e con esso il servizio civile obbligatorio per tutti coloro che per motivi morali, religiosi e filosofici non vogliono svolgere il servizio militare. Le “norme in materia di obiezione di coscienza” sono state approvate dal Governo con la legge 772.
  • 1989 – Dopo 17 anni una sentenza della Corte Costituzionale parifica la durata dei due servizi, civile e militare. Fino a quel momento il servizio civile durava 8 mesi in più rispetto a quello militare.
  • 1998 – Viene approvata una legge che esplicitamente parifica il servizio civile a quello militare. Da questo momento il servizio civile gode degli stessi diritti del servizio militare tradizionale e viene prevista anche la possibilità di svolgerlo all’estero.  
  • 2000 – Il servizio militare non è più obbligatorio. La legge 331 del 2000 stabilisce che dal 1 gennaio 2007 viene sospesa la  leva obbligatoria, che poi sarà anticipata con una legge successiva al 1 gennaio 2005 (legge 23 agosto 2004 n. 226).
  • 2001 – Nasce il Servizio Civile Nazionale: E’ approvata la legge 64/01 che istituisce il Servizio Civile Nazionale come un servizio volontario, aperto anche alle donne, per intraprendere un servizio  sociale, civico, culturale e professionale attraverso l’esperienza umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.
  • 2002 Con il D.Lgs 5 aprile 2002, n. 77, Disciplina del Servizio civile nazionale a norma dell`articolo 2 della L. 6 marzo 2001, n. 64 vengono individuate le modalità organizzative ed operative del Servizio.
  • 2005 – Inizia una nuova era. Viene sospeso il servizio di leva obbligatorio, cessa quello civile sostitutivo (legge 230 del 1998) e rimane così solo il Servizio Civile Nazionale (legge 64/01) su base volontaria.
  • 2012 – Con l’emanazione del DPCM 21 giugno 2012 viene istituito il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, integrando  nella stessa struttura le funzioni dell’ex Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e dell’ex Dipartimento della Gioventù.
  • 2015 – Si ha l’apertura ai ragazzi stranieri – La Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza italiana ai fini dell’ammissione allo svolgimento del servizio civile.
  • 2017 Il Servizio civile diventa universale – Viene emanato il Decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40: Istituzione e disciplina del Servizio civile universale, a norma dell’articolo 8 della legge 6 giugno 2016, n. 106 e rappresenta una tappa fondamentale dell’importante percorso di riforma.

Ma come si attua, in concreto, il servizio civile?

Il sistema del servizio civile, istituito con la legge 6 marzo 2001, n. 64 e attualmente disciplinato dal decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40,  è dunque finalizzato a selezionare giovani, dai 18 ai 28 anni di età, da impiegare in progetti di elevata utilità sociale, che si realizzano presso enti pubblici o privati senza scopo di lucro.   

Per attuare tale scopo, il Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale provvede, in prima battuta, attraverso la procedura di iscrizione all’albo degli enti di servizio civile universale, a consentire l’ingresso nel sistema solo ai soggetti che dispongono di particolari requisiti previsti dall’articolo 3 della legge n. 64 del 2001 e dall’art. 11 del Decreto legislativo n. 40 del 2017. 

A seguito dell’accreditamento degli enti al sistema si prosegue ad accertare, attraverso la procedura di valutazione dei progetti presentati dagli enti iscritti all’albo, la corrispondenza effettiva delle attività in cui i volontari vengono impiegati con le finalità proprie del servizio civile. Successivamente alla pubblicazione di un bando di concorso da parte del Dipartimento, gli enti provvedono a selezionare i giovani da impegnare nei progetti valutati positivamente e risultati finanziabili sulla base delle risorse disponibili sul Fondo nazionale per il servizio civile per l’anno considerato.  

All’esito della selezione i giovani risultati idonei sono avviati al servizio presso gli enti attuatori dei progetti, a seguito della stipula di un contratto sottoscritto tra il Dipartimento ed il volontario. Il rapporto di servizio civile ha una durata non inferiore a otto mesi e non superiore a dodici mesi e ai volontari viene attribuito direttamente dal Dipartimento un assegno il cui importo è attualmente pari per i volontari impiegati in Italia a 439,50 euro mensili. 

Lo svolgimento del servizio civile prevede tra le altre cose un periodo di formazione non inferiore a 80 ore, che consiste in una fase di formazione generale (di minimo 30 ore) erogata generalmente dall’ente iscritto all’Albo ed in una fase di formazione specifica (della durata minima di 50 ore) erogata dall’ente o dall’organizzazione di destinazione inerente i settori di impiego del progetto.

Di seguito l’intervista fatta da Gianmarco, redazione Appunti di Pace italiana, a me e Miriam, durante il nostro Servizio in Francia:

di Giulia Piccirilli
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