UNA CANZONE PER DUE DATE

6 Settembre 2022
UNA CANZONE PER DUE DATE

Nel 1985, Sting scrisse una canzone in cui parlava della guerra e della paura delle armi nucleari, temi ancora attuali e centrali per il mese di settembre.

«Regardless the ideology, we share the same biology»
(Al di là dell’ideologia, condividiamo la stessa biologia)

Sting – Russians

La scelta di un singolo

«But what might save us, me and you is if the Russians love their children too»
(Ma quello che potrebbe salvarci, me e te, è che anche i Russi amino i loro figli)

Sting – Russians

Il 26 settembre è la Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2014.

Attualmente, nel mondo, nove Paesi posseggono testate nucleari: USA, Russia, la Repubblica popolare cinese, Francia, Regno Unito, Pakistan, India, Israele e Corea del Nord.

Inoltre, ci sono anche alcuni Paesi che, pur non avendo un armamento nucleare proprio, hanno all’interno del proprio territorio alcune testate nucleari statunitensi, in base agli accordi NATO sulla condivisione nucleare: è la situazione dell’Italia, ma anche del Belgio, della Germania, dei Paesi Bassi e della Turchia.

Nel 1968, è stato redatto il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), entrato in vigore nel 1970, che ha portato a una riduzione degli armamenti nucleari nei Paesi firmatari, mentre, nel 1994, con l’accordo di Budapest gli ex-Paesi dell’URSS hanno restituito le testate nucleari presenti nei loro confini alla Russia.

Gli arsenali nucleare, dopo la guerra fredda, sono dunque diminuiti, ma, negli ultimi anni la situazione sta cambiando e si prevede un nuovo aumento nei prossimi dieci anni.

Davanti a queste ipotesi, la Giornata del 26 settembre acquisisce importanza e merita maggiore attenzione.

La scelta della data per questa giornata internazionale è molto significativa: infatti, il 26 settembre è l’anniversario della scelta di Petrov, un tenente colonnello russo, che, davanti alla segnalazione di un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti riconobbe un malfunzionamento del sistema e così riportò l’accaduto ai suoi superiori, evitando che .

Se avesse fatto una scelta diversa, si sarebbe scatenata una guerra con armi nucleari, dalle conseguenze devastanti per il pianeta e per l’umanità.

Quindi, la scelta di celebrare questa ricorrenza istituendo la Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari è propositiva: non si spaventa ricordando le conseguenze di un attacco nucleare, ma si ricorda che si può evitare.

Tra minacce dette e non dette

«Mister Krushchev said, “We will bury you” […]
Mister Reagan says, “We will protect you”»

(Krushchev ha detto “noi vi seppelliremo”[…]
Reagan dice “noi vi proteggeremo”)

Sting – Russians

Su quest’equilibrio tra paura ed azione si basa l’aver evitato (ad oggi) una guerra diretta tra due fronti armati con testate nucleari: si tratta del principio della distruzione mutua assicurata, per cui se ogni parte ha un sufficiente potenziale bellico da distruggere l’altra e ognuna delle parti, se attaccata reagirebbe con forza il risultato è che la battaglia si intensificherebbe al punto che ognuna delle parti causerebbe all’altra una distruzione totale assicurata.

Questi sono stati i presupposti da cui è nata la guerra fredda dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Allora, in qualche modo si potrebbe quasi pensare che l’essere armati con armi nucleari implichi la pace, perché nessuno può attaccarti senza temere di essere distrutto.

Questa idea, però, è falsa.

Infatti, si vivrebbe in uno stato di perenne paura che non può essere definito pace, al massimo “assenza di conflitto armato”.

In realtà, neanche questa affermazione è del tutto veritiera: la concretizzazione del conflitto semplicemente si delocalizzerebbe.

Per tornare all’esempio della guerra fredda, è vero che i due fronti principali (URSS ed USA) evitarono di scontrarsi direttamente, ma spostarono la loro guerra su territori stranieri, in Paesi non armati con armi nucleari.

Quegli anni sono stati quelli della guerra in Corea e poi in Vietnam, dell’inizio della guerra in Afghanistan e delle tensioni in Medio Oriente, delle Dittature nel Sud Europa e nell’America Latina: nella totalità del mondo, quindi, non sono stati affatto anni di pace.

Dunque, a meno che non si ipotizzi che ogni Paese al mondo abbia testate nucleari, il principio della distruzione mutua assicurata non può essere considerato una base valida e sensata per la pace.

E se quel “a meno che” fosse possibile, invece? Cosa succederebbe?

Supponiamo, per un attimo, che lo scenario in cui ogni Paese abbia testate nucleari sia realizzabile, ignorando il realismo, l’economia e le conseguenze ambientali di una scelta del genere, e chiediamoci: potremmo parlare di una pace mondiale, a questo punto?

La strada per la pace

«There’s no such thing as a winnable war»

(Non esiste qualcosa come una guerra vincibile)

Sting – Russians

Dalle considerazioni fatte precedentemente, si potrebbe immaginare che il mondo vivrebbe in una condizione priva di conflitti armati (almeno a livello internazionale), ma evitare i conflitti armati è sinonimo di vivere in pace?

Personalmente, non credo: si tratterebbe solo di una pace negativa, quella definita dall’assenza di qualcosa (guerra o conflitto armato).

La pace a cui dovremmo ambire è una pace positiva, così come la concepiva Norberto Bobbio, che rimanda ad uno stato giuridico frutto di mediazione e accordo tra le parti, che permette, non solo la cessazione delle ostilità tra i soggetti coinvolti, ma anche la regolamentazione dei loro rapporti futuri producendo clima relazionale ben diverso da quello del terrore della guerra fredda. Siamo ben lontani dal principio della distruzione mutua assicurata, la cui eventualità porterebbe non certo alla pace ma al massimo alla rinuncia dell’uso dell’arma nucleare in una situazione resa stabile dal mutuo deterrente ma perennemente tesa.

Il disarmo nucleare invece è un passo necessario per diminuire i conflitti armati e avviarci verso una situazione di pace, ma non è l’unico ma uno dei principali su una strada lunga e complicata.

Il mese di settembre è importante per ricordare questo percorso e le sue tappe.

Infatti, cinque giorni prima della Giornata Internazionale per l’eliminazione totale delle armi nucleari, ricorre anche la Giornata Internazionale per la pace istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 30 novembre del 1981.

All’inizio, questa giornata non ricorreva in una data precisa, ma il terzo giovedì del mese di settembre. Nel 2001, grazie all’azione di Jeremy Gilrey e di Peace One Day, si decise di scegliere un giorno, appunto il 21 settembre.

Alle porte dell’Equinozio d’autunno, quando la durata del giorno e della notte si equivalgono, inizia il periodo dell’anno in cui si attiva un nuovo ciclo di crescita in cui la progressiva oscurità esteriore favorisce la preparazione alla rinascita della luce interiore che si celebra con il solstizio d’inverno… la Vittoria della Vita sulla Morte, della PACE sulla Guerra.

Irene

di La redazione
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