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WORLD YOUTH SKILLS DAY

18 Luglio 2022
WORLD YOUTH SKILLS DAY

Non voglio che i giovani cambino paese, voglio che i giovani cambino il paese.

RINALDO SIDOLI

Il 15 luglio è la Giornata Mondiale Dedicata alla Capacità dei Giovani, istituita dalle Nazioni Unite nel 2014.  Questa giornata tende a valorizzare il potenziale dei giovani che non viene riconosciuto, anzi molto spesso sottovalutato ed è per questo che si sta cercando di intervenire rotta per garantire loro delle opportunità e accrescere le competenze.

Lo scopo è quello di richiamare l’attenzione sullo stato attuale del mondo giovanile, che è di gran lunga il più ostacolato in assoluto e secondo l’International Labour Organization, circa 400 milioni di giovani nel mondo oggi non hanno accesso a lavori che garantiscano dignità, continuità e futuro.

Scegliere di investire nel capitale umano dei giovani è il miglior investimento che si possa fare. Ma perché ciò avvenga è necessario garantire innanzitutto che tutti siano nutriti, riparati e in buona salute e soprattutto che siano adeguatamente istruiti e formati.

Troppi bambini e giovani non sono ancora in grado di ottenere o completare la loro istruzione di base. Circa 120 milioni di bambini in età scolare non vanno a scuola e 621 milioni (la metà dei giovani del mondo) non sono in grado di formarsi per trovare lavoro. Nel 2005 erano il 3,9% i minori che in Italia vivevano in uno stato di povertà, oggi sono il 14%, ossia 1 milione 382. 

Sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo l’aumento della disoccupazione giovanile è uno dei problemi più significativi che l’economia e la società mondiali devono affrontare oggi. 

Nel mondo i giovani tra i 15 e i 24 anni costituiscono il 16% della popolazione e rischiano di essere sottopagati o di subire disparità di trattamento nel mondo del lavoro. 

La Giornata Mondiale delle Capacità dei Giovani mira a riflettere su questi temi, soprattutto sull’importanza dell’impegno attivo dei giovani per creare società sostenibili, stabili e inclusive, libere da conflitti, disoccupazione, disuguaglianza e migrazione forzata.

In Italia con quasi 2 milioni di giovani senza lavoro, si ha il tasso di disoccupazione più alto in Europa.

Come mai questo numero così alto si riscontra solo nel nostro paese? Perché i giovani non riescono a trovare lavoro?

In Italia i giovani vengono considerati “nullafacenti” e che non lavorano per via del “reddito di cittadinanza”.

Siamo sicuri che sia questo il motivo?

Basta guardarsi attorno per vedere che non è così. I giovani vogliono lavorare e non ci sarebbe così tanta disoccupazione nel nostro paese se non venissero sfruttati per tante ore di lavoro senza avere il diritto ad un giorno di riposo. Non è la nuova generazione ad essere il problema, ma le proposte lavorative e l’attuale realtà dei contratti (le rare volte in cui sono presenti) o la retribuzione, che è davvero minima e spesso pagata in nero. Il 10% dei lavoratori percepisce una paga inferiore alle 8,42 euro lorde l’ora, non riuscendo così a raggiungere un reddito annuo più superiore di 11/12 mila euro lordi l’anno. Se poi si pensa che il potere d’acquisto dei salari è eroso dall’inflazione che ad oggi è quasi del 6% in più rispetto al 2012 (1,9%) e gli stipendi sono gli stessi, si capisce che la maggior parte delle persone non riesce a vivere una vita decente. Il resto dell’Europa si sta attrezzando cercando di rispondere con il salario minimo portato tra il 13 e gli 11 euro lordi l’ora. 

E l’Italia cosa fa per i giovani? Come possono pretendere che vogliano lavorare a queste condizioni? Per questo molto spesso, preferiscono andarsene all’estero non solo perché vengono trattati meglio dal punto di vista lavorativo ma anche perché possono respirare “un’oggi” di speranza che nutre l’anima e non solo la pancia.

In conclusione, i giovani sono il futuro, è possibile dargli fiducia e delle opportunità in modo che non siano costretti a scappare per trovare una stabilità economica ed un’indipendenza?

No. Non è possibile. 

E allora quelle opportunità ce le andremo a prendere da soli!

di Giulia Ruggeri

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