COSCIENZA

6 Settembre 2022
COSCIENZA

“La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, l’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno”

– Mahatma Gandhi

Che cos’è la coscienza?

Sembra difficile poter dare una definizione di getto di questa parola, ma facendoci aiutare da un buon vocabolario, non è complicato capire di cosa parliamo.

La coscienza è la facoltà immediata di avvertire, comprendere, valutare i fatti che si verificano nella sfera dell’esperienza individuale o si prospettano in un futuro più o meno vicino. Ma nel linguaggio comune, è la valutazione morale del proprio agire, spesso intesa come criterio supremo della moralità (agire con c. o secondo c.; venire a patti con la propria c.; avere, non avere c.)

Ma provando a vedere questa parola da un’ottica diversa notiamo che, filosoficamente, la coscienza ha molti significati, non solo limitati alla coscienza più comune.

È sinonimo di voce interiore, di interiorità, ed indica quindi, il colloquio del saggio con se stesso e ha una forte connotazione morale.

Immanuel Kant concepiva la coscienza non come un “potere”, qualcosa che può essere usato liberamente, ma come un “istinto” o “sentimento”, qualcosa di indipendente dalla scelta del soggetto e in qualche modo inevitabile.

Sotto questo aspetto la coscienza è vista come una valutazione diretta della conformità di un’azione alla legge morale.

Da un punto di vista più psicologico, la coscienza è il principale processo di integrazione mentale che unisce attenzione, memoria, significati diversi, esperienza umana, le sue emozioni, percezioni e altre manifestazioni mentali.

Secondo Freud, la coscienza è un dato dell’esperienza individuale, che si offre all’intuizione immediata, ed è assimilata alla percezione e alla capacità di ricevere qualità sensibili come sua essenza in quanto sistema autonomo rispetto alla psiche.

La coscienza, quindi, coincide con il senso di identità personale, cioè alla capacità di distinguere tra ciò che fa parte di sé e ciò che è esterno.

E’ anche la consapevolezza di ciò che ci sta accadendo, di ciò che facciamo, diciamo o pensiamo ed è una caratteristica distintiva degli esseri umani, e non esiste dunque negli animali, che sanno cosa sono, cosa pensano e come si comportano.

Questa preziosa caratteristica della nostra psiche ha un forte significato positivo, ma a volte anche un forte significato negativo.

Quando diventiamo consapevoli della nostra felicità e dei sentimenti di benessere, siamo in grado di realizzarla pienamente e possiamo goderci il nostro momento infatti essere coscienti e consapevoli di essere amati ci riempie di gioia e appagamento.

Ma allo stesso modo, quando ci troviamo in situazioni negative e infelici, siamo anche consapevoli del nostro dolore, che può portare a sentimenti spiacevoli e a molta tristezza.

La coscienza è ancora una realtà sconosciuta e i professionisti della psicologia hanno condotto molti studi per cercare di spiegare questa importante caratteristica della nostra mente.

In effetti, la mente è ancora un grande mistero per tutti e ci sono molti processi che devono ancora essere spiegati in modo chiaro.

Essere coscienti e consapevoli delle nostre azioni e agire nel modo giusto e rispettoso è ancora una delle cose che ci rende più umani.

di Giulia Ruggeri

di La redazione
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