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DESERTO

25 Giugno 2024
DESERTO

La parola deserto viene dal latino desertus, forma del participio passato di deserĕre «abbandonare». Dal vocabolario dell’enciclopedia Treccani si trovano diverse definizioni dato che il termine è sia un sostantivo, quando si riferisce a livello geografico a una “zona incoltivabile e disabitata, sabbiosa e arida”, sia un aggettivo, quando prende il significato di “spopolato, disabitato”, ma anche “abbandonato, solitario” e “incolto”.

Il deserto è un tipo di paesaggio determinato da un regime climatico con precipitazioni annue inferiori a 200 mm. Esistono diversi tipi di deserto: deserti semiaridi-freddi, deserti subtropicali, deserti costieri e deserti polari. Essi ricoprono circa il 20% della superficie terrestre e ve ne sono in tutti i continenti. La maggior parte si sviluppano all’altezza del Tropico del Cancro e del Tropico del Capricorno, ma alcuni, come quelli di tipo polare, si sviluppano anche in Antartide.

Gli animali che vivono nel deserto hanno imparato con i secoli ad adattarsi al clima e alle difficoltà, per esempio i cammelli possono rimanere lunghi periodi senza bere acqua e le ciglia degli occhi fungono da barriere per la sabbia. Allo stesso modo, anche le varietà di piante che sopravvivono nel deserto si sono adattate: le radici possono crescere fino a raggiungere l’acqua che c’è nelle zone più profonde, oppure, come i cacti, possono accumulare acqua al loro interno per quando ne hanno bisogno. 

Abbiamo scelto di associare a questo articolo il video della canzone “Africa” dei Toto. In suo onore l’artista Max Siedentopf ha creato nel 2019 un’installazione nel deserto della Namibia. L’autore, nato in Germania, ma cresciuto a Windhoek in Namibia, ha voluto omaggiare non solo il successo dei Toto del 1982 (scrive sul suo sito “la più famosa delle ultime quattro decadi”), ma anche il deserto più antico del mondo. 

L’installazione consiste in 7 blocchi bianchi posti in cerchio (tranne uno posizionato al centro) su cui sono poggiate delle casse e un MP3 con al suo interno solo la canzone “Africa”, che è riprodotta a ripetizione “all’infinito”. Il tutto è alimentato a pannelli solari per permettere alla canzone di non fermarsi mai. 

La particolarità ultima del progetto è che non è mai stata rilasciata la posizione precisa dell’installazione per evitare vandalismi.

Per la redazione

Nicoletta Capotorto

Africa – Toto

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