POVERTÀ

23 Giugno 2022
POVERTÀ

“La povertà può essere definita come una condizione umana caratterizzata da privazione continua e cronica delle risorse, capacità, scelte, sicurezza e potere necessari per poter godere di uno standard di vita adeguato ed altri diritti civili, culturali, economici, politici e sociali.”

COMITATO DELLE NAZIONI UNITE PER I DIRITTI SOCIALI, ECONOMICI E CULTURALI

Qual è la prima cosa che si pensa quando ci troviamo davanti alla parola povertà?

Probabilmente la risposta che viene in mente è quella di chi vive una condizione precaria, cioè quella di chi scarseggia, di chi non possiede un reddito socialmente alto o per lo meno accettabile per poter affrontare i costi della vita media.

Il termine povertà nasce dal latino (pauper), come la contrazione di pauca (poco) e pariens (che produce), ovvero “colui che produce poco”.

La povertà diventa pauperismo o miseria quando coinvolge persone che non ricevono più una garanzia minima di vita, ed è un fenomeno legato ad una particolare situazione economica che pone la maggior parte della popolazione al di sotto del reddito minimo.

Ci sono un’infinità di modi per definire la povertà; la differenza tra definizione e misurazione si riflette non solo nel modo in cui le statistiche vengono raccolte ed analizzate, ma anche nel modo in cui si decide di affrontare la riduzione della povertà. Solitamente viene misurata in senso assoluto e relativo.

Perciò, quali sono le cause della povertà? E quali sono le sue conseguenze?

Le cause possono essere molteplici e variano a seconda delle ragioni; possiamo menzionare però quelle principali, come ad esempio: le guerre, l’arretratezza agricola, i disastri naturali, il degrado ambientale, il potere, la corruzione, la discriminazione e la disuguaglianza sociale.
Così come le cause, anche le conseguenze possono essere molteplici, le principali riguardano proprio il sociale. Le persone povere rischiano quasi sempre di essere escluse, si è constatato anche che la povertà provoca un abbassamento di autostima, mancando di decisione nella vita civile, sociale e culturale.
Le altre conseguenze sociali sono principalmente nei paesi in via di sviluppo e questo comporta alle persone povere di avere problemi familiari e di salute. Oltre a quelle sociali, possiamo notare come le conseguenze possano essere anche di livello politico e questo crea delle migrazioni di massa tra le popolazioni di paesi poveri che cercano condizioni di vita migliore rispetto quella in cui vivevano.

Dunque, quali sono i dati globali della povertà?

Nel mondo, ad oggi, è quasi il 13% della popolazione che vive con meno di 1,90 dollari al giorno, è veramente poco per potersi procurare del cibo o dell’acqua e permettersi le medicine o qualsiasi cosa per avere una vita quanto meno dignitosa. In questa condizione di povertà estrema vivono 902 milioni di persone, nonché quindici volte la popolazione italiana. La povertà riguarda tutto il mondo, nonostante ciò si possono osservare come alcune zone siano le più povere della Terra. Possiamo citare l’Africa Subsahriana, l’Asia Meridionale, l’Asia orientale o la zona del Pacifico, oppure l’America Latina e i Caraibi; tutti questi paesi hanno una percentuale molto alta e le loro popolazioni vivono in una condizione di povertà estrema. Nonostante questi numeri elevati, ci sono diverse associazioni umanitarie che hanno preso iniziativa per porre rimedio e ridurre il problema della povertà. 

Tra queste possiamo considerare Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, tra i loro propositi hanno promesso di dimezzare il numero di poveri nel mondo, garantire servizi primari e uguali opportunità, ed aiutare i paesi meno sviluppati.
Possiamo considerare anche CO.P.E. – Cooperazione Paesi Emergenti, ed è un ONG nata in Italia nel 1983. La loro missione principale è quella di portare le comunità che sostengono ad instaurare un’economia solida, affinché queste siano libere dalla povertà.

Non ci è dato sapere se questa situazione di povertà troverà un suo lieto fine, ma con un occhio di riguardo a tutte le organizzazioni umanitarie attive al giorno d’ oggi intente a svolgere e ad adoperarsi per la loro missione, si potrà – forse – trovare una via di uscita, un aiuto concreto, arrivando a una riduzione drastica di persone in difficoltà.

di Giulia Ruggeri

di La redazione
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