Terra e anima. Palestina ieri e oggi.
La Palestina occupa la parte meridionale della più ampia regione storica della Siria (o Levante) ed è considerata “Terra santa” da ebraismo, cristianesimo e islam.
Si trova in Medio Oriente, è composta da due regioni, la Cisgiordania a Nord Est del Mar Morto, e la Striscia di Gaza, che si estende verticalmente lungo il Mar Mediterraneo arrivando a toccare l’ Egitto a sud ovest con il Mar Morto.
La Palestina è una terra divisa in almeno tre unità morfologiche: la Regione pianeggiante costiera, l’altopiano cisgiordanico che è il più elevato (fino a 1000m), che dall’alta Galilea scende a “S” sulla bassa Galilea e la fossa centrale.
La terra della Palestina si trova a dover far fronte a tanti problemi ambientali, e per la Striscia di Gaza per esempio abbiamo la desertificazione, salinificazione di acqua dolce, malattie trasmesse dall’acqua, degrado del suolo e delle risorse idriche sotterranee.
Le risorse naturali dei territori sono assai scarse e si limitano in pratica a poca terra coltivabile e a giacimenti di gas naturale, individuati al largo di Gaza, il cui sfruttamento è ancora conteso tra lo Stato d’Israele e l’ANP (Autorità nazionale palestinese).
La Striscia di Gaza ospita più di due milioni di abitanti, circa la metà sono minori e inoltre secondo l’UNRWA, più di 1,4 milioni sono rifugiati palestinesi. Oltre il 45% della popolazione è in stato di disoccupazione e oltre il 64% delle famiglie è a rischio di insicurezza alimentare, secondo i dati forniti dall’ISPI.
Dal 1967 fino al 2005, è stata occupata da Israele e nel 2007 ne ha preso il controllo Hamas, e da questo momento Israele occupa una chiusura quasi totale dei valichi di frontiera con il Paese e gli accessi via mare e aerei. Anche per questo motivo le poche imprese che producono beni di prima necessità lavorano a intermittenza. Infatti questa regione vive per lo più grazie agli aiuti umanitari.
Anche la Cisgiordania è stata vittima di tensioni e il 2022 è stato l’anno più sanguinoso dalla fine della seconda Intifida (2000-2005). Purtroppo il 2023 avrà ancora più vittime dei precedenti anni. Anche in questa terra si riscontrano molte delle stesse questioni sopracitate per la Striscia di Gaza per quanto riguarda la contaminazione dell’acqua, sebbene quella dolce sia molto più abbondante, l’accesso per queste acque è controllato da Israele.
La Palestina ha una storia complessa e segnata da numerosi conflitti che si sono verificati nel corso dei secoli, di natura politica, religiosa, territoriale, e precede la creazione dello stato di Israele. Per capire l’attuale situazione di conflitto tra Israele e la Palestina, c’è bisogno almeno di conoscere a grandi linee che cosa è successo in questa terra.
La terra contesa è stata teatro di tensioni e violenze fino al mandato britannico che nel 1917 mise fine a 400 anni di dominio ottomano, che durava dal 1517. Leggendo la storia di questa terra si percepisce che fu nel corso della storia, terra ambita e contesa.
Dopo la seconda guerra mondiale e lo sterminio di 6 milioni di Ebrei da parte dei Nazisti, l’Assemblea Generale dell’Onu, approvò un piano di partizione della Palestina, costituendo uno stato ebraico e uno arabo, nasce così il conflitto israeolo-palestinese.
Da questo momento vi furono periodici attacchi militari e tentativi anche di pace come l’Accordo di Oslo del 1993, che però non fu mai portato a termine dalle due parti in guerra.
Arriviamo al 7 ottobre 2023, i conflitti tra Israele e Palestina vengono duramente riaperti quando Hamas, attacca il sud di Israele, con l’obiettivo di mettere fine a quelle che il gruppo politico palestinese definisce violazioni israeliane.
Con questa data iniziano anche gli assalti di Israele contro la Striscia di Gaza e più di 41.500 persone perdono la vita, e più di un milione e 900Mila palestinesi sono sfollati.
Inizia così uno degli scontri più sanguinosi della storia.
In questa Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, vogliamo concludere e iniziare con la parola Terra, che nella sua semplice definizione è il Suolo in cui si cammina, in cui si vive, e che ogni territorio fa suo attraverso le caratteristiche di cui è composto.
Ma che è anche anima oltre che terreno.
Siamo vicini a questa terra, come tutte le terre che vivono nella guerra continua e con la speranza che un giorno questo possa finire e che la Palestina torni a respirare insieme agli uomini e agli animali che la vivono e che la rendono viva.
Per la redazione
Francesca Drago
Terra mia – Pino Daniele
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