La Guerra È Finita
La Guerra È Finita è un brano musicale indie rock dei Baustelle, estratto come singolo dall’album La Malavita, pubblicato nel 2005 dall’etichetta discografica WMI.
Il singolo, cantato da Francesco Bianconi, è stato pubblicato nel 2005. Il videoclip, diretto da Lorenzo Vignolo, è stato realizzato a Genova e narra di una ragazza che compie atti di bullismo.
Il videoclip non mostra esplicitamente il suicidio della ragazza, che è invece centrale nel testo del brano.
La Guerra È Finita, insieme ad altri brani di La Malavita, è stato trattato da Davide Marte in Parole di Baustelle (saggio che prende in analisi anche i due album successivi, Amen e I Mistici dell’Occidente).
Questo libro esplora le citazioni musicali, letterarie, artistiche e cinematografiche che possono essere rinvenute nei brani dei Baustelle, le cui influenze derivano, tra gli altri, da De André, Beatles, Ramones, Dante, Montale, Pasolini e Houellebecq.
La Guerra È Finita, menzionando «Belgrado, l’America e Bush», dà una precisa connotazione storica agli avvenimenti narrati, e fa coincidere il vissuto personale con la storia politica.
Quella narrata dai Baustelle è una disadorna quotidianità, che va a trovare il suo epilogo entro una prospettiva vagamente melodrammatica, rappresentata dalle «parole nere di vita» sputate dalla penna della ragazza suicida.
«All’inizio abbiamo scelto le canzoni che ci piacevano di più, ne avevamo una ventina, e poi ci siamo accorti che avevano questo carattere un po’ da film», afferma Bianconi in merito ai brani presenti in La Malavita, «inconsapevolmente, avevamo scelto quelle che rappresentavano una specie di concept. Quindi sono d’accordo con questa definizione, anzi mi fa piacere che l’album sembri un film, alla fine la musica, almeno secondo me, è più interessante quando evoca anche delle immagini. Ho un rapporto con il cinema molto ossessivo. C’è stato un periodo in cui uscivo dalla sala e mi sentivo quasi male perché la storia che avevo appena visto continuava anche una volta che il film era finito e mi influenzava nella vita. Un’ossessione che inevitabilmente influenza il mio modo di scrivere».
Si riportano di seguito parti del brano e relative interpretazioni:

[Ritornello 1]
«E nonostante le bombe
Vicine e la fame
Malgrado le mine
Sul foglio lasciò
Parole nere di vita
“La guerra è finita
Per sempre è finita
Almeno per me”»
È qui presente un gioco di parole: da un lato le mine utilizzate nelle guerre in corso, dall’altro le mine con cui la ragazza protagonista ha scritto della sua vita.
[Ritornello 2]
«E nonostante le bombe
Alla televisione
Malgrado le mine
La penna sputò
Parole nere di vita
“La guerra è finita
Per sempre è finita
Almeno per me”
E nonostante sua madre
Impazzita e suo padre
Malgrado Belgrado
America e Bush
Con una Bic profumata
Da attrice bruciata
“La guerra è finita”
Scrisse così»
In questo secondo ritornello la guerra interiore della protagonista viene accostata alle Guerre Jugoslave e alla Guerra del Golfo, svoltesi all’inizio degli Anni Novanta.
Guerra interiore e guerra esteriore a volte sono figlie della stessa guerra e hanno una sola medicina la pratica della nonviolenza, nella maniera più profonda e sincera, da parte di ogni persona.
Per la Redazione
Christian Trevisti
Baustelle – La guerra è finita
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