OSPITALITÀ – La nostra casa

18 Settembre 2020
OSPITALITÀ – La nostra casa

Parlando di ospitalità, non è la prima cosa che viene in mente il fatto che in qualche modo
ospiti lo siamo tutti, ospiti di questo pianeta, ed è proprio per questo che abbiamo deciso di
cogliere l’occasione per ricordarcene.

Uno degli argomenti più caldi degli ultimi anni, per fare un gioco di parole, è quello del
cambiamento climatico.

Il climate change, com’è conosciuto mondialmente, riguarda lo sconvolgimento del clima ad
opera umana e della sua massiccia produzione di gas serra in primis, principali agenti
aggressori della nostra atmosfera e dell’inquinamento in generale, con tutte le sue cause ed
effetti. Responsabile di ciò, per farla breve, è lo sconsiderato comportamento dell’uomo nei
confronti del pianeta, sfruttato come se fosse un giacimento inesauribile e non come casa
nostra.

“La nostra casa è in fiamme” sono proprio le parole, molto dirette, usate della giovane attivista
Greta Thunberg, punto di riferimento della lotta per l’ambiente di questi ultimi anni, per dare
un messaggio chiaro al mondo: siamo in una crisi profonda ormai da anni e non si può
continuare a guardare dall’altra parte mentre viene sottratto il futuro alle nuove generazioni,
al ritmo furioso di 100 milioni di barili di petrolio consumati ogni giorno.

Con la sua ispirazione tanti si sono avvicinati per la prima volta al tema, soprattutto i ragazzi,
coinvolti negli scioperi scolastici contro il clima e spinti ad informarsi e ad agire dalla loro
coetanea, perché “nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”.

Ma come Greta, che ci avverte oggi con una certa urgenza di un problema che non possiamo
più rimandare, così tantissimi altri, dagli anni 70 ad oggi, ovvero da quando il questione del
clima è emersa, si sono mobilitati per fare qualcosa al riguardo, rimboccarsi le maniche e
cominciare a vedere come fare concretamente per sedare l’incendio.

Così sono nate varie associazioni e anche vari progetti di servizio civile. Il CESC Project ad
esempio ha all’attivo un interessante progetto in Portogallo –“Europa oltre le montagne”– dove
otto ragazzi italiani sono impegnati con la comunità locale nella salvaguardia dell’asino
mirandese e nella promozione e organizzazione di azioni di tutela dell’ambiente, della cultura
e delle tradizioni locali.

Qui a Roma invece nella rete dei ragazzi del servizio civile abbiamo contattato Julien, un
ragazzo che quest’anno collabora con Legambiente Onlus.

Ciao Julien, ben ritrovato! Dicci un po’ di te.

Ciao! Sono Julien, ho 27 anni e sono operatore volontario di servizio civile per Legambiente,
presso la sede Nazionale di Roma

Come hai scoperto la possibilità di fare servizio civile?

Ho conosciuto il servizio civile tramite amici. Volevo avere un’esperienza formativa non solo dal punto di vista lavorativo e mi è capitata quest’occasione d’oro dove formazione lavorativa
e interessi si mischiano.

Perché hai scelto Legambiente e cos’è?

Ho conosciuto Legambiente quando avevo 8 anni. Vennero a tenere un incontro nella mia
scuola e da allora mi sono sempre interessato alle loro azioni e campagne. Sarà il mio
interesse per l’ecologia, o per il metodo scientifico che seguono come approccio
all’ambientalismo, ma appena ho visto il loro progetto per il servizio civile universale mi sono
detto che era quello che faceva al caso mio. Tante possibilità, tanti temi interessanti e vari.

E voi operatori volontari di cosa vi occupate nello specifico?

Quest’anno siamo 7 volontari. Siamo stati divisi nei diversi uffici in base ai nostri interessi e al
nostro percorso di studi. Io sono stato collocato nell’ufficio energia e mi occupo
principalmente di analisi ed elaborazione di dati. Dati che ci servono per costruire dei report,
dei questionari e degli articoli che si condividiamo con i cittadini.
Ma per fortuna Legambiente si occupa di tanti altri temi. I miei colleghi di servizio civile infatti
sono occupati in altri uffici: biodiversità, migrazioni, economia circolare, scuola e ufficio stampa.

Una domanda d’obbligo, visto lo stravolgimento, anche del lavoro, che ci ha interessato
tutti: com’è cambiato il vostro servizio in seguito agli stravolgimenti a causa del Covid-19?

Successivamente al Covid-19 sono cambiate alcune cose. Abbiamo dovuto modificare il
progetto di servizio civile e la collaborazione con l’ufficio in modo da continuare a lavorare ai progetti già iniziati, ma anche creare nuovi contenuti più fruibili al cittadino sottoposto a
lockdown. Così abbiamo iniziato a scrivere articoli per il sito
https://iorestoacasa.legambiente.it/ . Inoltre, dato che Legambiente è un’associazione con una
forte componente di volontari, che esercitano in diversi ambiti, abbiamo avuto l’opportunità,
grazie ad uno di loro, di aiutare l’associazione “Nonna Roma” del V Municipio di Roma che
durante l’emergenza Covid si è occupata della distribuzione di pacchi alimentari alle persone
bisognose. Il mio servizio civile quindi, durante il lockdown è cambiato aggiungendo al lavoro
che già svolgevo una connotazione più emergenziale, territoriale e umana.

Grazie per il tuo tempo e buon proseguimento!

Bella lì, un saluto a tutti!

Miriam e Francesco

di Miriam Hanchi
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