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Viaggi oltreconfine

24 Luglio 2024
Viaggi oltreconfine

Non è detto che chi scappa da un dolore poi non lo porti dietro con sé, nella rabbia, nella frustrazione, nel disagio, e anche in alcuni casi nell’abuso di sostanze o alcool.

Voglio scrivere di donne, mamme, a quelle che sole, sole fisicamente, sole psicologicamente, e anche economicamente, hanno attraversato il mare per dare un futuro di speranza e di amore ai propri figli. Sono anche le stesse, alcune, che per arrivare in Italia o in altri paesi dell’Europa, hanno dovuto prestare il proprio corpo a qualcuno che guadagna soldi con la violenza, con il ricatto.

Ho dedicato la mia attenzione alle storie di donne provenienti dall’America del Sud, e in particolare alla testimonianza di cosa si vive in quei paesi dove alcune strade sono davvero un pericolo di morte imminente, in cui il rischio di maneggiare droga è molto elevato. In cui il rischio di essere abusata è molto elevato. Soprattutto quando si vuole decidere di andare via verso una condizione di vita migliore.

Queste donne che ce l’hanno fatta ci raccontano che non è finita qui, che anche se la loro condizione è cambiata, rimane un dolore anche per chi rimane.

La cosa che colpisce di più però è l’assoluta normalità con la quale affrontano il ricordo di tali pericoli, il loro sorriso mi dice “l’ho scampata quella miseria! Ora vado avanti! E sorrido! Perché la mia terra è anche gioia! E io sono libera!”

Immagina ora di essere cresciuta in mezzo alla paura di uscire di casa perché il tuo vicino ha una pistola e di notte si diverte a inseguire chi pensa essere un suo nemico nella battuta di droga.

Immagina la paura che si prova nell’immaginare un figlio crescere in quartieri così, dove la Polizia è corrotta, e tu esci di casa solo per fare la spesa.

Immagina poi di rimanere anche incinta, magari di un ragazzo che pensavi essere il tuo uomo, che poi sparirà, insieme alla tua voglia di portare avanti la gravidanza.

E ti dai i pugni sulla pancia.

Poi ancora violenze.

Finalmente sei in Italia.

Purtroppo la devastazione quando ti tocca da dentro non puoi eliminarla solo lasciando quella situazione dietro di te, quella devastazione ti è già entrata dentro da quando eri bambina.

Inizia la lotta per la sopravvivenza, quando oggi sembri avere tutto. 

Almeno agli occhi degli altri. 

Di chi non sa.

Ci vuole coraggio anche a fidarsi di qualcuno dopo che l’essere umano per te significa solo violenza fino ad oggi.

Gli altri ti vedono aggressiva, violenta, ma in realtà cerchi solo la Pace.

E piano piano chi ci crede, chi ha Fede nella vita, chi sa perdonarsi e perdonare, chi si ama e impara ad amarsi riesce a risalire ed essere un esempio per tutti.

Queste mie poche righe, vogliono far riflettere sulle differenze che abbiamo l’uno dall’altro, sulla complessità delle cose che non conosciamo, e che quindi non possiamo giudicare.

Siamo qui tra noi, per aiutarci, per indirizzarci tutti verso la Pace e il Bene, e anche se questo forse è un cammino sconosciuto per tanti che praticano la violenza, noi dobbiamo proseguire sulla strada giusta.

La resistenza delle donne.

Per la Redazione

Francesca Drago

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