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Conflitto: quando non essere d’accordo non significa essere nemici

28 Ottobre 2026
Conflitto: quando non essere d’accordo non significa essere nemici

Quante volte da piccole ci siamo sentite dire “Dai non litigate!”? Io puntualmente ogni volta che strappavo di mano un giocattolo a mia sorella e me la ritrovavo davanti coi lacrimoni pronta a urlare con tutto il fiato che aveva in corpo. A me non è che servisse veramente il suo giocattolo per essere felice, però lo volevo e non mi curavo del fatto che ci restasse male. Allora qualche adulto di turno ci intimava di non bisticciare.
Con il passare del tempo mia sorella ed io siamo cresciute, ma i litigi sono continuati, finché un bel giorno i nostri genitori, stanchi di vederci battibeccare solo per la nostra umana tendenza al nervosismo, ci hanno fatto iscrivere ad un club del libro, fiduciosi che potessimo imparare a comunicare senza sfogarci l’una sull’altra. Alla fine fu utile: imparammo a esternare le nostre idee e parlammo di quanto a lei piacesse Hannibal Lecter de Il silenzio degli Innocenti, e di quanto io ritenessi Clarice Starling molto più interessante, sebbene sottovalutata di fronte al sensazionalismo del grande cattivo.

Non sempre le nostre opinioni danzavano all’unisono, qualche volta si mischiavano, si levigavano, altre semplicemente si guardavano e poi ognuna tornava da dove era venuta, consapevole dell’esistenza dell’altra. 

Quello che sfuggì ai nostri genitori fu che finché si parlava di storie che non erano le nostre, di tematiche lontane dal nostro mondo interiore, e dai nostri più profondi valori, il confronto poteva risultare anche facile. Il problema nasceva quando si andavano a toccare i nervi scoperti della nostra persona, perché lì entravano in gioco i nostri personali bisogni. E allora non si trattava più di litigio, né confronto, ma di conflitto. E per loro era difficile credere che il conflitto fosse inevitabile, e ci intimavano nuovamente di smetterla.
Voi avevate mai notato che del conflitto non si può fare a meno? Non si può proprio vivere senza, è una condicio sine qua non dell’esistenza, perché noi avremo sempre, da qui fino al giorno della nostra morte, bisogno. Bisogno di sicurezza, bisogno di spazio, bisogno di privacy, bisogno di ascolto, bisogno di giustizia ecc. Il conflitto ci attende dietro ogni angolo: in mezzo a due parole accostate male, tra le righe di un discorso, in un favore che viene rifiutato, in un appuntamento mancato, nel disaccordo.
Avete mai pensato che forse questa sua onnipresenza dipenda dal fatto che non è qualcosa di distruttivo come siamo spesso portati a credere? Forse è solo un modo che abbiamo per uscire da un momento o da un contesto che non ci aiuta a crescere, che non ci “nutre” come dovrebbe. E quindi ci si scontra, ma ad armi pari, senza sottomettersi vicendevolmente, in modo che nessuno torni in sé uguale a prima, ma con qualcosa in più, magari proprio con il proprio bisogno soddisfatto. Sento ancora mamma di sotto “Dai basta litigare!” Ma non stiamo litigando, mamma, siamo in pieno conflitto. Non facciamo niente di male.
Il male è altra cosa. Il male sarebbe se alzassimo le mani, se sminuissimo l’altro per ottenere ciò che vogliamo, e se quello che volessimo fosse annullare l’altra persona. La linea è sottile, basta poco e si finisce per essere violenti. Se è distruttivo è violenza, non conflitto. 

“Dai basta voi due!”, dice ancora mamma. Ma non siamo noi, sono Valerio e Marta quelli che urlano stavolta, i nostri vicini di casa. Valerio sta litigando con Marta per il bicchiere che lei ha lasciato stamattina sul tavolo. Ma perché le sta dicendo che è una nullità? Stavano litigando per il bicchiere e ora il focus è su di lei? Valerio adesso scaraventa il bicchiere a terra e quello va in frantumi. 

Questo è male.

Sono al club del libro con mia sorella.
“Questo personaggio pensa che il suo bisogno sia l’unico ad esistere e non esita a calpestare gli altri per soddisfarlo, ha bisogno di far sentire lei piccola per sentirsi grande”
“Questo personaggio invece è riuscito ad esprimere i suoi bisogni e ha chiesto all’altro se è possibile che vengano soddisfatti nella loro relazione, perché finora non è stato così. Poi ha chiesto a sua volta di cosa ha bisogno l’altro”

Per la Redazione

Viola Degli Innocenti.

Link foto: https://pixabay.com/it/vectors/argomento-ad-alta-voce-discussione-6080057/

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